Saipem, giudice boccia sequestro a ex manager Varone, "no danno a società"

martedì 6 maggio 2014 19:47
 

* Giudice: condotta Varone ha fatto conseguire profitto a Saipem

* Società valuta ricorso: ma no a sequestro non pregiudica risarcimento

* Giudice: eventuali danneggiati solo terzi concorrenti appalti

di Emilio Parodi

MILANO, 6 maggio (Reuters) - Dopo che l'11 aprile scorso il Tribunale di Milano aveva dichiarato illegittimo il licenziamento dell'ex direttore operativo di Saipem Pietro Varone, fra gli indagati dell'inchiesta della procura su presunte tangenti pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria, un altro giudice del lavoro ha rigettato la richiesta di sequestro di beni "pari ad almeno 5,29 milioni di euro" avanzata dalla società nei confronti dell'ex manager.

Lo si evince dall'ordinanza, letta da Reuters, emessa ieri dal giudice Nicola Di Leo che scrive come non ci siano "sufficienti allegazioni ed elementi per dimostrare, anche solo a livello indiziario, l'esistenza di un danno".

La società, attraverso una portavoce, fa sapere che "la decisione appresa oggi non pregiudica la futura protezione dei diritti di risarcimento di Saipem in un giudizio di merito. La società non condivide, comunque, la decisione cautelare e valuterà le opportune impugnazioni".

Si tratta in questo caso infatti di un procedimento cautelare in vista di un nuovo processo lavoristico che Saipem ha intenzione di intentare all'ex dirigente per il risarcimento dei danni che ritiene di aver subito dalle condotte emerse nell'inchiesta penale sulla corruzione internazionale. Il "no" del giudice Di Leo è un giudizio di primo grado e ora la società ha la possibilità di reclamare questo provvedimento davanti alla Corte d'Appello.

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