6 maggio 2014 / 16:29 / 3 anni fa

SINTESI - Saipem fiduciosa dopo 2013 anno nero, punta a incremento commesse

di Giancarlo Navach

San Donato, 6 maggio (Reuters) - Saipem si lascia alla spalle un 2013, sicuramente fra i più neri della sua storia - caratterizzato da due allarmi profitti, che hanno fatto precipitare le azioni fino al 60%, e l'avvio di una doppia inchiesta giudiziaria in Italia e Algeria su presunti casi di corruzione nel Paese nordafricano - e guarda al 2014 con maggiore fiducia alla luce di una riorganizzazione del gruppo, improntata a una maggiore trasparenza, e a nuove commesse in America Latina, Canada, Mar Caspio e Medioriente.

E' questo l'auspicio del presidente uscente, Alberto Meomartini, da una vita nel gruppo (è entrato nel 1971) fra incarichi in Eni e Snam, che lascia il testimone all'avvocato Francesco Carbonetti, mentre il timone dell'azienda resta all'attuale Ad, Umberto Vergine. Il nuovo Cda resterà in carica solo un anno, per evitare che la scadenza si accavalli con quella del consiglio Eni che ne controlla il 43% circa del capitale.

"Abbiamo effettuato tanti cambiamenti per recuperare fiducia, c'è forte impegno in totale trasparenza e collaborazione nei confronti di autorità giudiziaria e organismi di vigilanza", ha detto Meomartini nel corso dell'assemblea che ha approvato il bilancio 2013, chiuso con una perdita netta proforma in continuità di 404 milioni di euro. Dati che, insieme all'andamento del titolo in Borsa, hanno fatto storcere il naso a più di un socio, soprattutto i rappresentanti di Deminor, l'associazione che difende gli interessi di azionisti terzi, che hanno incalzato il management con diverse domande sulla gestione 2013 e sul calo di fiducia da parte degli investitori internazionali.

A oggi, di fatto, gli unici due soci che hanno dichiarato di avere quote superiori al 2% sono Dodge & Cox con il 5,04% e Massachussets Financial Service company con il 2,02% del capitale. Molti fondi hanno ridotto la loro esposizione su Saipem negli ultimi mesi a partire dalla stessa BlackRock che il giorno prima del primo profit warning, il 29 gennaio 2013, cedette il 2,3% del capitale della società e per questa operazione è sotto indagine Consob per sospetto insider trading.

"Alcuni investitori hanno comprato i titoli prima dell'annuncio del 29 gennaio scorso e il titolo da oltre a 30 euro è sceso fino a un minimo intorno a 12 euro, in calo del 60%. Recentemente il prezzo ha recuperato un po' ma gli investitori che avevano comprato nel 2012 registrano ancora pesanti perdite", ha così puntato il dito Erik Bomans, managing partner di Deminor.

Secondo Bomans, "gli eventi del 2013 hanno avuto un grave impatto sulla fiducia degli investitori, adesso spetta alla società e c'è un solo modo: dare spiegazioni complete ed esaustive su cosa è andato storto".

Meomartini ha sottolineato che "sono stati effettuati tanti cambiamenti per recuperare fiducia, c'è forte impegno in totale trasparenza e collaborazione nei confronti di autorità giudiziaria e organismi di vigilanza", ha concluso Meomartini. Vergine ha, invece, sottolineato che ultimamente o "sulla società c'è un interesse notevole".

CONFERMATA GUIDANCE 2014

Quanto alle stime per l'anno, confermata la guidance per il 2014: la forchetta per i ricavi è fra 12,5 e 13,6 miliardi, Ebit fra 600 e 750 milioni e utile netto compreso fra 280 e 380 milioni, indebitamento netto visto a 4,2 miliardi. Quanto alla visibilità sui nuovi contratti nei prossimi trimestri, Vergine, la ritiene incoraggiante e "pensiamo che grazie alle capacità che contraddistinguono la società, possiamo giocare un ruolo importante nell'acquisizione di nuove commesse in particolare in America Latina, in Canada, nel Mar Caspio e in Medioriente".

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