29 aprile 2014 / 07:53 / 3 anni fa

PUNTO 2-Eni, utile netto adj trim1 scende 1,19 mld, pesano calo E&P e rosso R&M

* Produzione idrocarburi stabile nel trimestre, giù vendite gas

* Risultati di poco sopra consensus, titolo corre in Borsa a +2,95%

* Su stop Kashagan, situazione più grave del previsto

* Descalzi: massimo riserbo su priorità mandato, parlerà dopo insediamento (riscrive, aggiunge dichiarazioni manager da call)

di Giancarlo Navach

MILANO, 29 aprile (Reuters) - Eni ha chiuso il primo trimestre del 2014 con un utile netto adjusted (senza le componenti straordinarie) di 1,19 miliardi di euro, in contrazione del 14,3% rispetto allo stesso periodo 2013, mentre l'ebit adj si contrae del 6,8% a 3,49 miliardi.

Risultati sostanzialmente allineati alle stime degli analisti o di poco sopra il consensus, apprezzati dalla Borsa che ha premiato il titolo con un balzo del 2,95%.

Hanno pesato sui conti le divisioni Exploration & Production, che ha visto l'ebit scendere del 13,7%, a causa della flessione del prezzo del petrolio (-3,9% per il riferimento Brent) e dell'apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro (+3,7%), e Refining & Marketing, in rosso per 223 milioni (-66,4%), penalizzata dal continuo deterioramento dello scenario di raffinazione e della domanda di carburanti. Aumenta il rosso anche la chimica di Versalis. Torna in nero, invece, il comparto Gas and Power, grazie ai benefici della rinegoziazione del contratto di approvvigionamento a lungo termine del gas norvegese.

I riflettori degli analisti erano comunque puntati sulla conference call alla quale ha partecipato il direttore generale della divisione E&P, Claudio Descalzi, prossimo AD della major al posto di Paolo Scaroni in scadenza con l'assemblea dell'8 maggio prossimo. Massimo riserbo da Descalzi su quali saranno le priorità del suo mandato. Alla domanda di un analista si è limitato a dire: "Oggi parliamo solo del primo trimestre. Inizierò a rispondere sul futuro a maggio, dopo che ne avrò discusso con il Cda".

Maggiori dettagli Descalzi li ha invece forniti sulla vicenda Kashagan, la più grande scoperta di idrocarburi degli ultimi 35 anni, bloccata per quest'anno e probabilmente anche per il prossimo, da problemi legati alle saldature delle tubature. Eni fa parte del consorzio internazionale che sta sviluppando il giacimento. "Il problema è più grave del previsto", ha detto riferendosi alle tubature petrolifere e di gas ed evidenziando che potrebbero essere sostituite. A tal fine è stata avviata una procedura di offerta e "a giugno si avrà una idea finale dei costi e della tempistica". Eni ha tuttavia avviato un piano di emergenza per coprire la perdita di produzione nel 2015.

Tornando al trimestre, la produzione di idrocarburi si attesta a 1,583 milioni di barili/giorno, in aumento dello 0,6% su base omogenea, con l'esclusione dell'effetto del disinvestimento degli asset in Siberia (26.000 boe/giorno), e beneficia dell'entrata a regime dei giacimenti nel Regno Unito e Algeria che hanno più che compensato le riduzioni dovute al perdurare delle condizioni di instabilità politica in Libia e i declini delle produzioni mature. E proprio sulla Libia, Descalzi, ha detto che la situazione resta volatile con la produzione che attualmente è scesa intorno a 170.000 barili/giorno a seguito della chiusura di Wafa.

Sempre deboli le vendite nel Gas and Power scese dell'11,3%, in un quadro, spiega la società, di perdurante debolezza della domanda, di pressione competitiva e di eccesso di offerta ai quali si è aggiunto l'effetto climatico.

L'indebitamento finanziario netto al 31 marzo è pari a 13,8 miliardi di euro con una riduzione di 1,16 miliardi rispetto a fine 2013 grazie anche agli incassi da dismissione di 2,18 miliardi relativi principalmente alla partecipazione in Artic Russia.

Per l'anno in corso Eni vede la produzione di idrocarburi sostanzialmente in linea rispetto al 2013, al netto dell'effetto della cessione dell'interest Eni nella jv Artic Russia, e vendite gas in leggera flessione anche a causa del clima mite registrato nel trimestre.

Nel commentare i risultati, l'AD uscente, Paolo Scaroni, rileva nel comunicato che "nel primo trimestre 2014 Eni ha ottenuto risultati solidi in un mercato ancora difficile, grazie al buon andamento di E&P e ai progressi compiuti nei business mid e downstream, in particolare con la rinegoziazione del contratto di fornitura del gas con Statoil". Il manager aggiunge che "l'outlook per il 2014 è in linea con quanto previsto, beneficiando del ramp-up dei nuovi progetti e delle azioni di ristrutturazione in G&P, R&M e chimica in un contesto di perdurante volatilità in Libia e di debolezza della domanda europea".

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