Mps, acquisizione Antonveneta sollecitata da politica - Procura

giovedì 24 aprile 2014 18:19
 

SIENA, 24 aprile (Reuters) - Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, all'epoca presidente e direttore generale di banca Mps , durante il processo di acquisizione di banca Antonveneta agirono in danno dell'istituto di credito senese per rispondere alle sollecitazioni provenienti dalla politica locale e nazionale.

Per raggiungere l'obiettivo i due manager fornirono alla vigilanza informazioni false e ottennero l'autorizzazione ad una operazione insostenibile dal punto di vista finanziario e patrimoniale.

E' quanto si legge nel decreto di archiviazione della posizione di banca Mps, che risultava indagata nel procedimento per l'acquisizione di Antonveneta ai sensi della legge 231/2001, presentata dai pm al Gip di Siena e che Reuters ha potuto vedere.

Il procedimento è attualmente in fase di udienza preliminare, con otto manager imputati oltre a Jp Morgan.

La banca non avrebbe tratto alcun vantaggio dai reati commessi dagli allora dirigenti che, secondo la Procura, tra il 2006 e il 2011 avevano "un modus operandi autoreferenziale, verticistico ed asservito al soddisfacimento di interessi in generale distonici rispetto a quelli dell'ente".

"Ciò vale con particolare riferimento alla presenza di interessi e sollecitazioni esterne alla banca e ascrivibili in prima battuta al panorama politico locale e nazionale".

Le sollecitazioni della politica, secondo i pm, sono "incontrovertibili", sebbene non definitive perchè su questo tema la Procura ha aperto un ulteriore filone di indagine, attualmente ancora in fase preliminare.

Mussari e Vigni sono accusati di ostacolo alla vigilanza, falso in prospetto e manipolazione del mercato.

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