April 22, 2014 / 10:44 AM / 3 years ago

PUNTO 3-Lavoro, governo chiede fiducia su decreto alla Camera

4 IN. DI LETTURA

* Ncd minacciava di non votare testo così corretto

* Fiducia su testo commissione, dl scade 19 maggio (Aggiunge Poletti)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 22 aprile (Reuters) - Il governo ha chiesto oggi la fiducia alla Camera sul decreto che regola il mercato del lavoro, prima tappa del Jobs act, spuntando l'arma degli alleati dell'Ncd contrari al testo emendato la scorsa settimana in Commissione Lavoro.

"A nome del governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia [sul decreto] senza modifiche nel testo della Commissione", ha annunciato in aula il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, prendendo la parola all'avvio dell'esame del testo che modifica le norme sui contratti a termine e l'apprendistato. Poco prima l'aula aveva respinto al richiesta avanzata dai grillini di rinviare il testo in commissione.

Il voto a Montecitorio arriverà domani a partire dalle 15,30.

I parlamentari dell'Ncd di Angelino Alfano, che sostengono il governo del premier Pd Matteo Renzi, hanno mostrato già nel fine settimana il proprio malumore per le modifiche apportate al dl in commissione sostenendo che tali novità irrigidiscono i vincoli a carico delle imprese a scapito della flessibilità di uscita che era alla base del decreto varato da Palazzo Chigi. Oggi, gli ex alleati di Silvio Berlusconi, hanno chiesto un confronto di maggioranza prima che il testo varcasse la soglia dell'aula minacciando voto contrario.

Dopo la riunione di maggioranza e la decisione di porre la fiducia l'Ncd ha annunciato che voterà il testo così com'è vista la questione di fiducia ma annunciato che chiederà cambiamenti nel successivo esame in Esame. A tale proposito in serata il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha dichiarato: "Ribadisco l'esigenza della massima celerità possibile nella conclusione dell'iter parlamentare, anche in considerazione delle aspettative che questo provvedimento ha suscitato sia nelle imprese sia a livello internazionale".

"A questo punto solo un accordo nella maggioranza può consentire l'ulteriore iter del provvedimento lavoro", aveva scritto in un tweet la presidente dei deputati Ncd, Nunzia De Girolamo.

Mentrel'ex presidente della Regione Lombardia Pdl, oggi senatore Ncd, Roberto Formigoni, sempre su twitter era stato ancora più ultimativo: "Repetita juvant: il provvedimento sul lavoro presentato alla Camera con gli emendamenti del Pd è invotabile, la fiducia Ncd non la vota!".

Il governo ha inviato i ministri delle Riforme, Boschi, e del Lavoro, Poletti, a discutere con i capigruppo di maggioranza ma ha comunque deciso di mettere la fiducia sul testo della Commissione, senza modifiche.

Gli emendamenti più contestati da Ncd, e anche Scelta Civica, sono la riduzione delle proroghe consentite per i contratti a tempo in 36 mesi, che passano da 8 a 5, e l'obbligo per le imprese con oltre 30 dipendenti di assumere il 20% degli apprendisti.

Le altre modifiche riguardano la conferma e l'ampliamento del diritto di precedenza per i lavoratori e lavoratrici in maternità con contratto a termine nelle future assunzioni a tempo indeterminato con la stessa mansione.

Per quanto riguarda l'apprendistato, viene ripristinata una quota di formazione pubblica, la redazione scritta del piano relativo alla formazione 'on the job' da inserire nel contratto di assunzione.

Il voto di fiducia consentirà di non cadere nell'impasse su un decreto in prima lettura che deve passare anche al Senato ed essere convertito entro il 19 maggio, al quale dovrà seguire la ben più articolata delega contenente la riforma degli ammortizzatori sociali e dei contratti.

A spiegare le turbolenze ci sono le elezioni europee del 25 maggio che spingono i partiti a cercare visibilità e riposizionamenti per rassicurare il proprio elettorato.

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