Parmalat, assemblea approva modifiche statuto tra critiche fondi

giovedì 17 aprile 2014 16:00
 

MILANO, 17 aprile (Reuters) - L'assemblea straordinaria di Parmalat ha approvato le modifiche statutarie in tema di governance chieste da Lactalis, proposte che hanno suscitato forti critiche da parte dei soci di minoranza, che ritengono che i cambiamenti proposti ledano i loro diritti.

E' quanto emerso dall'assemblea straordinaria in corso per la prima volta a Milano e non a Parma. E' presente l'89,44% del capitale. Sofil (Lactalis) ha azioni pari all'84% del capitale.

Le modifiche prevedono, tra le altre cose, che i membri del consiglio non siano più un numero fisso pari a undici, ma un numero variabile tra sette e undici. Dal momento che i 9/11 dei componenti del Cda sono tratti dalla lista di maggioranza, nel caso il numero dei membri fosse fissato in un numero pari o inferiore a 8, le minoranze avrebbero diritto non più a due consiglieri, come avviene ora, ma solo a un rappresentante.

Durante la discussione che ha preceduto il voto, il rappresentante del fondo americano Fidelity, Alberto Chiandetti, ha spiegato che il fondo ha chiesto un parere a due proxi advisor, che hanno consigliato il voto contrario, mettendo in evidenza l'impatto negativo sugli azionisti di minoranza e l'abbassamento degli standard di governance.

Il rappresentante del fondo Amber, Giorgio Martorelli, ha sottolineato come le modifiche "allontanano Parmalat dalle migliori practice di corporate governance" e vengono prese in conflitto di interesse dall'azionista di maggioranza. "E' un abuso della maggioranza a danno della minoranza", ha spiegato Martorelli.

La delibera è stata approvata sostanzialmente con il solo voto di Lactalis (i voti favorevoli sono stati pari all'84,04% del capitale). I fondi hanno votato contro.

Arturo Albano, di Talete corporate governance consulting, presente in assemblea in rappresentanza di investitori per lo 0,4% del capitale, ha infine sottolineato che le "modifiche sono univocamente dirette a schiacciare i diritti delle minoranze e ledono migliori pratiche di corporate governance". Albano ha inoltre messo in evidenza che si tratta di una proposta "anacronistica", in quanto va in direzione contraria rispetto alla maggiore apertura delle società al mercato registrata negli ultimi anni.

(Elisa Anzolin)   Continua...