Eni, Descalzi tra Russia e le nuove frontiere

lunedì 14 aprile 2014 21:47
 

di Stephen Jewkes e Oleg Vukmanovic

MILANO, 14 aprile (Reuters) - A Claudio Descalzi tocca il delicato compito di garantire le forniture di gas dell'Italia coltivando da un lato i rapporti di Eni con la Russia e dall'altro esplorando nuove frontiere in Africa e Asia per aumentare gli utili del gruppo.

La decisione del governo di puntare su Descalzi, un manager con 30 anni di esperienza sul campo, affida Eni a un amministratore delegato che probabilmente, come il suo predecessore Paolo Scaroni, si concentrerà sull'attività core della ricerca e dello sviluppo di nuovi giacimenti.

Descalzi, 59 anni, è uno dei manager più rispettati nel settore Exploration & Production. Royal Dutch Shell recentemente gli ha offerto la guida della propria divisione E&P ma il governo italiano, che detiene il 30% circa di Eni, ha saputo convincerlo a restare, riferiscono fonti vicine alla situazione.

Laureato in Fisica al Politecnico di Milano, Descalzi dovrà inevitabilmente concentrarsi sugli aspetti geopolitici del suo nuovo ruolo.

L'annessione della Crimea da parte della Russia ha fatto riemergere mai sopiti timori sulla sicurezza delle fonti di approvvigionamento europee. L'Italia che insieme alla Germania è il principale acquirente di gas russo, dipende dalle importazioni per far fronte al 90% dei suoi consumi dal momento che non ha energia nucleare e le energie rinnovabili sono ancora poco sviluppate.

Matteo Renzi recentemente ha detto che Eni non si occupa solo di energia ma anche di politica estera e di servizi segreti.

Chi lo conosce descrive Descalzi come un manager tenace che sarebbe in grado di tenere testa a Mosca se necessario.

"E' un combattente, un uomo da prima linea. Non fuggirà il confronto", ha detto una persona che ha lavorato con lui.   Continua...