Borsa negativa su calo banche, pesante Pop Milano, bene galassia Eni

lunedì 14 aprile 2014 12:18
 

MILANO, 14 aprile (Reuters) - Piazza Affari accelera al ribasso, in sintonia con le altre borse europee, in una seduta che risente a livello globale delle nuove tensioni in Ucraina.

Intorno alle 12,00 l'indice FTSEMIB cede lo 0,99%, l'Allshare l'1,08%. Il paniere europeo FTSEurofirst 300 arretra dello 0,66%. "Proseguono le prese di profitto in un mercato penalizzato dalle banche", osserva un trader. Volumi intorno a 1,4 miliardi di euro.

Lettera sulle banche, in particolare sulla POPOLARE MILANO che cede oltre il 9%. Il motivo è legato alla bocciatura da parte dell'assemblea dei soci delle proposte di riforma della governance. "Il ribasso odierno è inevitabile", osserva un trader. Sul mercato ci sono timori sulle conseguenze per l'aumento di capitale e per la posizione della Banca d'Italia che ha più volte sollecitato l'istituto a modernizzare le regole di governance.

Giù di oltre l'11% anche la POPOLARE ETRURIA sulla scia dell'annuncio di trattative in esclusiva con la Popolare di Vicenza per studiare un'integrazione fra i due gruppi. "Con questa esclusiva fino a fine maggio viene meno l'appeal speculativo sul titolo", dice un broker.

Forte ribasso anche per MPS che cede il 3,55%. Secondo un operatore, "l'avvicinarsi della data per decidere l'aumento di capitale penalizza il titolo". Le big INTESA SP e UNICREDIT perdono oltre l'1%.

Fra i pochi titoli al rialzo, ENI in salita dello 0,8% circa a fronte di uno stoxx settoriale europeo piatto e SAIPEM guadagna l'1,7%. Gli investitori istituzionali, in particolare i fondi, apprezzano l'ipotesi che Claudio Descalzi, attuale direttore generale E&P, vada alla guida della major al posto di Paolo Scaroni che lascerebbe l'incarico dopo nove anni. Oggi, a mercati chiusi, il Tesoro renderà noti i nomi dei nuovi vertici delle aziende controllate dalle Stato. "Se Descalzi fosse il nuovo AD il mercato lo vedrebbe bene perché si tratta di una nomina che segue una logica industriale e non politica", osserva un analista di una banca d'affari italiana.

Anche secondo un altro, "Descalzi sarebbe la continuità della politica di Scaroni e questo vuol dire anche un'accelerazione sulla cessione di alcuni asset, come Saipem". La società di ingegneristica e costruzioni, controllata al 43% da Eni, è sugli scudi sia sull'ipotesi Descalzi sia sulle indiscrezioni di nuovi contratti in arrivo.

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