12 aprile 2014 / 16:38 / 3 anni fa

PUNTO 1-Pop Milano, assemblea boccia a sorpresa riforma governance

(Aggiunge dichiarazioni vertici, altri dettagli)

* Su aumento obiettivo rispettare termini previsti

* Maggiore incertezza su rimozione add-on

* Opposizione soci non dipendenti

di Andrea Mandalà

MILANO, 12 aprile (Reuters) - A poche settimane dall‘avvio previsto dell‘aumento di capitale da 500 milioni, l‘assemblea degli azionisti della Banca Popolare di Milano ha bocciato, a sorpresa, la proposta di riforma della governance.

I voti favorevoli alle modifiche dello statuto proposte dai nuovi vertici non hanno infatti raggiunto per un centinaio di voti il quorum dei due terzi previsto per deliberare nelle assemblee straordinarie.

Su 2.532 votanti, in proprio e con deleghe, i favorevoli sono stati 1.565 e i contrari 967.

Determinante è stata l‘opposizione dei soci non dipendenti guidati dallo storico rappresentante, e membro del Cds, Piero Lonardi che ha criticato il nuovo statuto in quanto, a suo parere non avrebbe risolto il problema di mancato equilibrio dei poteri tra i due organi del sistema duale.

La proposta di ridurre i membri del Cds avrebbe inoltre avuto l‘effetto di tagliare drasticamente i rappresentanti della minoranza dei soci non dipendenti. Sull‘esito pesa come un macigno tuttavia la scarsa relativa partecipazione dei soci dipendenti.

RIPERCUSSIONI POSSIBILI, MA “ANDIAMO AVANTI CON AUMENTO”

In attesa di un‘analisi più approfondita, commentando a caldo l‘inatteso risultato, i vertici hanno parlato di un “infortunio” o di “incidente di percorso” che tuttavia al momento non modifica la roadmap delineata prima dell‘assemblea e che vede nell‘immediato l‘importante operazione di aumento di capitale il cui avvio era previsto per il 5 maggio.

“Non sono sicuro che non ci saranno ripercussioni dalle decisioni prese oggi ma vi assicuro che proseguiremo con determinazione”, ha detto l‘AD Giuseppe Castagna.

In merito ad un eventuale slittamento dell‘aumento di capitale Castagna ha detto che l‘obiettivo è di rispettare i termini “perchè abbiamo predisposto tutti gli accordi contrattuali con i global coordinator per andare avanti con tutte le evenienze”. Tuttavia, alla luce della svolta inattesa di oggi, “è doveroso sentire Consob e i ‘global coordinator’ dell‘operazione per fare le considerazioni del caso”, ha precisato.

“Abbiamo una road map, l‘aumento di capitale è indispensabile, sappiamo cosa fare e vorremmo continuare a farlo. Se qualcuno poi ci dice che si sono problemi regolatori e di mercato lo vedremo anche nei prossimi giorni”, ha aggiunto.

Con la ricapitalizzazione il Core Tier 1 è atteso salire all‘8,38% dal 7,21% di fine 2013 e al 10,35% se si include l‘eventuale rimozione degli add-on.

Uno scenario di maggiore incertezza si apre proprio sul tema della rimozione nel breve periodo dei requisiti prudenziali aggiuntivi imposti dalla Vigilanza. La liberazione dei vincoli sul capitale era legata infatti, oltre alla ricapitalizzazione, anche alla riforma della governance.

Bisogna tuttavia ricordare che le modifiche allo statuto sarebbero state comunque efficaci solamente dal prossimo rinnovo del Cds nel 2016.

“Il piano industriale funziona con o senza rimozione degli add-on”, ha spiegato Castagna.

“Andiamo avanti, vogliamo capire con tutti gli stakeholder come vedono questo percorso. Abbiamo tempo per recuperare”, ha detto spiegando che sarà necessaria anche una verifica con la Banca d‘Italia. Dalla decisione di oggi l‘AD teme anche qualche ripercussione dalle agenzie di rating.

Durante l‘assemblea, primo dal voto, Castagna aveva sottolineato il senso di impegno e di urgenza che ha contraddistinto l‘operato del management fin dal suo arrivo, lo scorso gennaio, per varare il piano industriale e il progetto di governance in una fase particolarmente delicata per la banca sotto i riflettori del mercato, delle agenzie di rating e della Vigilanza.

“I risultati ci dicono che abbiamo fatto bene”, aveva sottolineato ricordando le performance positive del titolo.

Da inizio anno il titolo Bpm ha registrato un aumento di oltre il 50% a fronte di un guadagno dell‘indice di riferimento FTSE IT Banks del 20% circa.

La riforma della governance proposta si basava su alcuni elementi cardine: la preservazione del modello cooperativo, la diminuzione del numero dei componenti del Cds e l‘aumento dei membri del Cdg e una maggiore rappresentanza degli investitori istituzionali con l‘obiettivo anche di stimolare l‘interesse di questi ultimi nella banca.

SINDACATI PREOCCUPATI

Secondo il segretario della Uilca, Massimo Masi con la bocciatura della governance “si aprono scenari pericolosi”.

“Rimproveriamo comunque ai vertici della Bpm di non avere condiviso le selte strategiche, nemmeno nella fase di costruzione, con coloro che hanno a cuore il futuro di questa banca”, dice in un comunicato Masi sottolineando che “questi fatti dimostrano l‘importanza del ruolo dei dipendenti”.

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