Deoleo, cda si riunisce per offerta Cvc, dubbi soci privati dopo mosse politiche

giovedì 10 aprile 2014 16:36
 

MADRID, 10 aprile (Reuters) - Il consiglio di amministrazione della spagnola Deoleo si riunisce nel pomeriggio dopo aver annunciato che la migliore offerte ricevuta è quella del fondo di private equity britannico Cvc Capital Partners.

Lo dice una fonte vicina all'operazione.

L'offerta di Cvc CP valorizza Deoleo 439 milioni di euro, pari a 0,38 euro per azione e quindi al di sotto dell'attuale valore di borsa attorno a 0,42 euro.

A cedere le proprie quote sono in primo luogo due banche nazionalizzate, Bankia con il suo 18,6% e Banco Mare Nostrum con il 4,8%. A loro si sono affiancate le banche private Caixabank che detiene il 5,28% e Kutabank con il 4,8%. Ma queste ultime, secondo alcune fonti, dopo che il governo spagnolo ha manifestato l'interesse ad acquisire una quota di minoranza stanno ipotizzando un ripensamento circa la vendita. Il governo azionista potrebbe infatti fare da catalizzatore per altri soci, come la cooperativa dell'olio Dcoop, per creare un patto di controllo, scelta che disincentiverebbe gli investitori esteri.

"Cvc sta parlando con le banche per vedere che vende e chi no. Dipende da come questi valutano il piano di Cvc e da cosa fa il governo", ha detto ieri una fonte.

L'offerta di Cvc che oggi il consiglio analizzerà contiene anche altre condizioni. Secondo una fonte a diretta conoscenza delle trattative, l'offerta include un aumento di capitale da 100 milioni di euro e la concessione di un prestito-ponte per aiutare Deoleo a rinegoziare il proprio debito di circa 500 milioni di euro.

GOVERNI IN CAMPO, QUADRO IN EVOLUZIONE

In questo quadro in movimento per la mossa del governo spagnolo si inserisce quella di Matteo Renzi che ieri ha rivendicato parità di trattamento per l'offerta del Fondo Strategico Italiano. La scorsa settimana ministri dell'esecutivo spagnolo avevano dichiarato di non voler bloccare offerte estere, ma anche la propria contrarietà all'ipotesi di spezzettamento di Deoleo. La presa di posizione chiama in causa Fsi, che, vista la sua missione rivolta alle società italiane, potrebbe essere interessato ai soli marchi Bertolli, Carapelli e Sasso, oggi in possesso del colosso spagnolo dell'olio.   Continua...