Nomine società a controllo pubblico, Senato chiede limite 3 mandati

martedì 8 aprile 2014 18:03
 

ROMA, 8 aprile (Reuters) - Il Senato chiede al governo di rispettare nei criteri sulla nomina degli amministratori delle società quotate a controllo pubblico venga rispettato il criterio massimo dei tre mandati e che vengano anche rispettati restrittivi criteri sulla onorabilità degli amministratori.

E' quanto si legge nel testo della risoluzione approvato oggi dalla commissione Industria, presieduta da Massimo Mucchetti (minoranza del Pd).

Nella risoluzione, che conclude una approfondita indagine conoscitiva nel corso della quale sono stati ascoltati tutti gli amministratori delegati delle società quotate controllate dallo Stato, si legge fra l'altro che è necessario "subordinare l'eventuale riconferma dei presidenti e degli amministratori delegati uscenti alla valutazione del ruolo di ciascuno e dei risultati della società sul piano industriale, su quello della remunerazione del capitale investito dall'azionista, nonché sui risultati dei bilanci di sostenibilità, e in ogni caso avendo come limite massimo quello di tre mandati".

Particolarmente critica l'introduzione alla risoluzione, stilata dal presidente Mucchetti, nei confronti dell'Eni .

A proposito delle vicende giudiziarie del suo amministratore delegato, Mucchetti ricorda che "la mozione del Senato poneva al governo l'esigenza di escludere dalle liste le persone che siano state condannate anche solo in primo grado o che siano rinviate a giudizio per tutta una serie di reati ovvero che abbiano patteggiato" e aggiunge che "chi abbia patteggiato per tangenti o altri reati simili dovrebbe essere lasciato al settore privato ove per il settore privato la cosa non costituisse problema".

L'introduzione di Mucchetti fa anche riferimento ai dati raccolti nel corso delle audizioni degli Ad di Enel, Finmeccanica e Terna.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia