Francia, Valls annuncia tagli a tasse e spesa pubblica

martedì 8 aprile 2014 16:33
 

PARIGI, 8 aprile (Reuters) - Il neo premier francese Manuel Valls ha utilizzato il primo discorso al Parlamento per annunciare tagli alle tasse sulle imprese e delineare un piano di risparmi sulla spesa pubblica, dichiarando che Parigi manterrà fede agli impegni nei confronti dell'Unione europea, senza cedere alla linea dell'austerity.

Valls è stato indicato dal presidente francese Francois Hollande come premier nell'operazione di rimpasto di governo a seguito dell'esito delle recenti elezioni amministrative, particolarmente negativo per il Partito socialista, e oggi si presenta al Parlamento per ottenere la fiducia.

Confermando l'intenzione di tagliare il cuneo fiscale alle imprese con un piano da 30 miliardi da qui al 2016, Valls ha annunciato l'abolizione delle tasse sui salari pagate dalle aziende per finanziare il welfare dal 1° gennaio 2015 e la riduzione degli oneri fiscali sui redditi più bassi a partire della stessa data.

Sul piano di tagli alla spesa da 50 miliardi, Valls ha dichiarato: "Gli sforzi saranno condivisi da tutti. Lo stato e le sue agenzie faranno la parte del leone, con circa 19 miliardi, 10 miliardi veranno dall'assistenza sanitaria, e altri 10 miliardi dagli enti locali.

"Propongo di ridurre le regioni amministrative alla metà...il governo proporrà una nuova mappa regionale che sarà introdotta dal 1° gennaio 2017", ha detto Valls.

Per quanto riguarda il percorso di riduzione del deficit, che vede la Francia al momento non in linea con gli obiettivi concordati in sede europea, Valls ha assicurato che Parigi rispetterà gli impegni, ma non sottoscriverà acriticamente la linea del rigore.

"Spiegheremo ancora ai nostri partner europei che la ripresa è arrivata, ma è fragile... i nostri sforzi sulla riduzione del deficit, le riforme strutturali, la competitività delle imprese, i costi del lavoro non devono essere cancellati dalla forza dell'euro" ha detto, sottolineando come intenda porre in maniera molto esplicita la questione della politica monetaria della Banca centrale europea, attualmente meno accomodante rispetto alle principali controparti mondiali.

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