Italcementi, ok a conversione risp, "rafforzerà società" - C. Pesenti

martedì 8 aprile 2014 13:49
 

BERGAMO, 8 aprile (Reuters) - L'assemblea straordinaria di Italcementi ha approvato a maggioranza la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio in ordinarie, prima fase di una più ampia operazione di semplificazione della struttura di capitale e di governance del gruppo che prevede un'opa sulle minorities di Ciments Francais finanziata da un aumento di capitale fino a 450 milioni di euro.

Già ieri l'operazione di conversione, con un rapporto di 0,65 azioni ordinarie per ogni azione di risparmio, ha ricevuto il via libera da parte dell'assemblea speciale degli azionisti di risparmio.

L'efficacia della conversione è sottoposta alla condizione che l'esborso massimo della società per l'eventuale adesione al diritto di recesso non superi i 30 milioni di euro.

"Occorre giudicare la conversione in un'ottica più ampia di rafforzamento della società", ha risposto l'AD Carlo Pesenti a chi, intervenendo in assemblea, ha avanzato critiche all'operazione di conversione. Pesenti ha ribadito che tutto il progetto di riassetto del gruppo è un'operazione "di mercato", con la quale Italcementi ha cercato di trovare un mix equilibrato tra gli interessi di tutti gli stakeholder.

"In questa operazione tutti danno qualcosa e tutti ricevono. Gli azionisti di Ciment Francais ottengono un po' di cassa e gli azionisti di risparmio (Italcementi) avranno titoli più liquidi", ha detto Pesenti.

"Ci sarà un solo titolo quotato invece di tre", ha sottolineato l'AD.

Inoltre, alla luce delle ultime notizie nel settore europeo che registra il progetto di maxifusione tra i colossi Lafarge e Holcim, "aumenta la visibilità del titolo Italcementi", aggiunge.

Tra gli altri elementi conseguenti all'operazione di riassetto sottolineati da Pesenti vi è anche il fatto che "dopo 150 anni l'azionista di controllo scende sotto il 50%" di Italcementi.

Al termine delle operazioni la holding Italmobiliare manterrà di fatto il controllo di Italcementi con una quota del 45% del capitale votante dal 61,7% attualmente detenuto.   Continua...