Italia, in 5 anni credit crunch ha eroso 2,5% Pil -studio Fmi

martedì 8 aprile 2014 15:03
 

MILANO, 8 aprile (Reuters) - Nell'arco di circa cinque anni, dall'inizio del 2008 al terzo trimestre del 2013, il peggioramento delle condizioni dell'offerta del credito ha portato a una riduzione del Pil italiano pari al 2,5%.

E' quanto mette in evidenza un box contenuto nel rapporto del World Economic Outlook, secondo cui, se venisse ripristinata l'offerta di credito ai livelli pre-crisi, l'effetto accumulato sul Pil italiano rispetto al primo trimestre del 2008 sarebbe positivo per il 3,9%.

D'altra parte, però, spiegano gli autori Andrea Pescatori e Damiano Sandri, tale scenario non sarebbe auspicabile dal lato della stabilità finanziaria, vista la possibilità che le condizioni creditizie del periodo pre-crisi riflettessero "l'eccessiva leva bancaria e un'imprudente assunzione di rischi".

L'Italia, invece, dal punto di vista dell'offerta di credito ha subìto in misura minore rispetto a Francia e Germania gli effetti della stretta creditizia legata alla crisi finanziaria Usa, per la minore esposizione agli asset americani.

La stretta del credito in Italia, secondo l'analisi del Fmi, si è manifestata con forza alla fine del 2011, all'apice della crisi dei titoli di Stato italiani, "portando a una contrazione del Pil del 2%".

"Le condizioni del credito si sono di seguito stabilizzate, con una ripresa più forte a metà del 2013", si legge, sebbene gli effetti negativi si facciano ancora sentire sull'economia.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

  Continua...