Cemento, accordo fusione Holcim e Lafarge per creare colosso settore

lunedì 7 aprile 2014 11:15
 

MILANO, 7 aprile (Reuters) - Dopo le indiscrezioni del weekend, i due leader mondiali del cemento, la svizzera Holcim e la francese Lafarge, hanno annunciato il progetto di fusione alla pari che creerà il primo produttore mondiale con un giro di affari congiunto di 32 miliardi di euro.

L'operazione, carta contro carta, prevede che gli azionisti di Lafarge ricevano un'azione Holcim per ogni azione del gruppo francese detenuto.

La nuova entità, che si chiamerà Lafarge-Holcim, avrà sede in Svizzera con una doppia quotazione a Zurigo e Parigi, spiegano le due società con una nota congiunta. Il Ceo del gruppo sarà Bruno Lafont, attuale Ceo di Lafarge. L'operazione dovrebbe completarsi nel primo semestre del 2015.

La borsa brinda all'annuncio con Lafarge in rialzo del 3% e Holcim del 2%. La composizione azionaria del nuovo gruppo, che avrà un valore appena sotto i 60 miliardi di dollari, vedrà Holcim detenere il 53% del capitale con il restante 47% in mano a Lafarge.

Si tratta della più grande operazione di integrazione mai effettuata nel settore del cemento e consentirà ai due big mondiali di tagliare i costi, ridurre il debito e sostenere in maniera più efficiente i crescenti prezzi dell'energia in un contesto persistente di forte pressione concorrenziale e di debolezza della domanda che hanno colpito il settore fin dalla crisi economica del 2008.

Il nuovo gruppo sarà presente in 90 paesi potendo sfruttare la complementarietà geografica delle due multinazionali (Lafarge più forte in Africa e Holcim maggiormente presente in America Latina) ma non avrà in ogni singolo paese una quota di mercato di oltre il 10%.

I risparmi annuali attesi sono stimati in 1,4 miliardi di euro dopo tre anni derivanti dalle economie di scala, maggiori efficienze operative e più bassi costi di finanziamento.

Per andare incontro ai timori dell'Antitrust, Lafarge e Holcim hanno confermato un piano di dismissioni di attività dal valore del 10-15% dell'Ebitda del gruppo e di cui i due terzi proprio in Europa, ha specificato Lafont durante la conference call senza offire ulteriori dettagli sui paesi che potrebbero essere maggioramente interessati dalle dismissioni.

I due gruppi hanno un Ebitda congiunto pari a 6,5 miliardi di euro. In base ai multipli di otto volte l'Ebitda il valore delle cessioni potrebbero aggirarsi tra i 5 e gli 8 miliardi di euro, secondo un analista di Natixis.   Continua...