PUNTO 1-Risanamento, Zunino chiede revisione accordo 182 bis e revoca Cda

mercoledì 19 marzo 2014 19:30
 

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MILANO, 19 marzo (Reuters) - Le società in liquidazione di Luigi Zunino, azioniste di Risanamento con il 24,7% del capitale, hanno chiesto la convocazione dell'assemblea dei soci per rivedere l'accordo di ristrutturazione che nel 2009 salvò la società immobiliare dal fallimento e di revocare l'attuale Cda per aver deciso di vendere gli immobili francesi al fondo Chelsfield.

Lo dice una nota di Risanamento, che preannuncia una riunione del consiglio "nei prossimi giorni" per discutere del tema. Il 24 marzo è in agenda il Cda sui conti 2013.

La richiesta di Nuova Parva, Tradim e Zunino Investimenti Italia - il cosidetto Sistema Holding con cui un tempo Zunino controllava la società - giunge solo un paio di settimane dopo che le stesse società avevano rinunciato al ricorso per l'ottenimento della sospensione delle delibere con cui il Cda di Risanamento aveva deciso di cedere gli asset parigini a Chelsfiled/The Olayan Group.

Il nuovo tentativo di Zunino di ostacolare l'operazione si scontra con i numeri dell'assetto azionario, dove le banche creditrici, proprio un virtù dell'accordo di ristrutturazione del 2009, sono largamente maggioritarie. Intesa Sanpaolo e Unicredit, da sole, superano il 50% del capitale.

Il Sistema Holding chiede dunque che l'assemblea discuta "la revisione dell'accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fallimentare omologato dal Tribunale di Milano in data 9 novembre 2009 e del Piano Industriale e Finanziario facente parte dello stesso" e una "azione di responsabilità ex art. 2393 c.c., con conseguente revoca della carica, nei confronti degli Amministratori", oltre alla "nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione in loro sostituzione".

Alla vendita di Parigi sono da sempre contrari il Sistema Holding e lo stesso Luigi Zunino, che negli ultimi mesi ha più volte tentato di riprendere il controllo della società, avanzando prima da solo, poi al fianco di Tom Barrack, un'offerta di acquisto naufragata con il sì del consiglio alla proposta di Chelsfield.

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