CORRETTO-Btp, Morgan Stanley vede ulteriore calo tassi, spread 145 pb a fine 2014

mercoledì 19 marzo 2014 12:37
 

(Corregge nome banca)

MILANO, 19 marzo (Reuters) - Il costo di finanziamento dell'Italia sul tratto decennale è destinato a scendere ulteriormente di una trentina di punti base nel corso di quest'anno, riducendo a fine 2014 lo spread con l'analoga scadenza del Bund a 145 punti base.

E' la previsione degli strategist di Morgan Stanley, contenuta in un report a firma dell'economista Daniele Antonucci, secondo cui la recente distensione dei tassi d'interesse dei titoli di Stato della periferia dell'euro è guidata da due fattori: la credibilità dell'impegno della Bce a difesa della valuta unica e la caccia al rendimento, che favorisce i flussi verso gli asset a più alto rischio rispetto al comparto 'risk-free'.

"I nostri strategist...vedono il rendimento del decennale italiano più bassodi una trentina di punti base rispetto all'attuale livello, e ancora più giù nella prima parte del prossimo anno", si legge.

Attualmente il rendimento del Btp decennale è sui minimi da 8 anni, in area 3,365%. All'apice della crisi del debito sovrano, nel novembre 2011, aveva sfiorato il 7,5%.

Per la fine del 2014 Morgan Stanley vede uno spread tra Btp e Bund decennali, attualmente a 178 punti base, in discesa a 145 punti base, e nel primo trimestre del 2015 il differenziale è indicato in ulteriore discesa a 135 punti base.

Meglio, secondo Morgan Stanley, farà la Spagna, che a fine 2014 dovrebbe avere uno spread di 125 punti base, in ulteriore calo a 115 punti base nel primo trimestre del 2015. Attualmente Madrid offre un premio di rendimento di 172 punti base nel tratto decennale rispetto al Bund.

Tornando all'Italia, secondo Antonucci, sebbene il declino dei tassi d'interesse fornirà al governo liquidità extra, rispetto a quella messa in conto, "che potrebbe essere impiegata altrove", "affidarsi a queste aspettative per finanziare misure permanenti", come la riduzione del cuneo fiscale sui salari più bassi, "potrebbe essere rischioso".

"Questa fonte di finanziamento potrebbe essere altamente inaffidabile e probabilmente non è la più adatta a finanziare incrementi di spesa", prosegue la nota.   Continua...