March 17, 2014 / 11:44 AM / 3 years ago

PUNTO 1-Credem non cerca acquisizioni, nessun aumento capitale in vista-DG

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(Aggiunge altri dettagli da conference call)

MILANO, 17 marzo (Reuters) - Credem non è alla ricerca di acquisizioni e rimane concentrata sullo sviluppo per linee interne che viene autofinanziato senza ricorrere ad un aumento di capitale.

Lo ha detto il direttore generale dell'istituto emiliano, Adolfo Bizocchi, nel corso della conference call con gli analisti sui risultati del 2013.

"Siamo fortemente concentrati sullo sviluppo per linee interne", ha risposta Bizzocchi rispondendo alla domanda su un eventuale ruolo dell'istituto nel processo di consolidamento del settore e specificando che "non abbiamo dossier aperti e non li stiamo nemmeno crecando".

Il direttore generale ha spiegato che il processo di crescita organica "è certamente più lento rispetto a quello per acquisizioni ma dal punto di vista organizzativo e di creazione di valore nel tempo è più in linea con il nostro modello di business e di governance".

Per Bizzocchi l'istituto negli ultimi 3-5 anni ha mostrato delle forti percentuali di crescita delle quote di mercato, sia sugli impieghi che sulla raccolta, "che valgono più di un'acquisizione di una banca piccola, alla nostra portata".

"Ci diamo degli obiettivi di crescita ambiziosi che intendiamo raggiungere mantenendo una redditività adeguata che ci consente di autofinanziare lo sviluppo continuando a distribuire un dividendo adeguato", ha proseguito e pertanto "non abbiamo in prospettiva aumenti di capitale".

"Non ci sentiamo piccoli. Siamo il 12°, 13° o 14° gruppo italiano. Se continuiamo con questo trend probabilmenre nell'arco di 2-3 anni saremo tra i primi dieci", ha concluso.

SERENI SU AQR, COSTO CREDITO 2014 VISTO NON OLTRE 50 Pb

Credem - tra le quindici banche italiane soggette all'asset quality review della Bce - non si aspetta inoltre "sorprese" dagli esercizi europei sui bilanci bancari soprattutto in seguito agli interventi non ricorrenti effettuati nell'ultima trimestrale volti ad aumentare la coperture delle soffereenze e, in generale, dei crediti problematici, ai valori massimi degli ultimi quattro anni.

"Da lunedì scorso stiamo lavorando alacremente con undici ispettori della Banca d'Italia", spiega Bizzocchi in merito all'avvio dell'Aqr.

"Siamo ancora in fase di raccolta dati e fornitura documenti; qualsiasi valutazione al momento sarebbe parziale e anche forviante. Posso solo dire che l'affrontiamo con molta serenità dal punto di vista della sostanza e con un po' di apprensione sotto il profilo organizzativo, perchè è certamente uno sforzo organizzativo incredibile, per noi e anche per gli ispettori, in quanto si tratta di costruire un metodo nuovo e anche tutte le procedure informatiche vanno tarate".

La scelta di aumentare i livelli di copertura ha portato ad una crescita del costo del credito nel 2013 a 59 punti base da 46 pb dei primi nove mesi dell'esercizio ma Bizzocchi è fiducioso che possa scendere a valori più coerenti con il trend degli ultimi anni.

"Per il 2014 mi aspettarei un costo del credito, comprendente anche l'Aqr, non superiore ai 50 punti base", dice.

Sul fronte dei coefficienti patrimoniali Credem ha chiuso il 2013 con un Core Tier 1 al 9,9%, leggermente inferiore al 10% del terzo trimestre, a seguito della crescita degli impieghi nel trimestre, ed in aumento rispetto al 9,4% di fine 2012.

La banca tuttavia considera di potersi posizionare ad un Core Tier 1 del 12%.

Questo livello, spiega Bizzocchi, è a portata di mano in quanto include l'impatto positivo dello 0,4% derivante dal 'Pmi supporting factor' che sarà adottato nella prossima trimestrale, e un beneficio dell'1,5% atteso dai modelli interni avanzati sul rischio corporate e retail, per i quali la banca è pronta già da tempo, ma il cui iter di validazione è rallentato proprio dalle ispezioni sugli Aqr.

Sui ratios patrimoniali non sono attesi particolari impatti dai criteri di Basilea 3 a pieno regime.

"Il nostro Core Tier 1 attuale lo riteniamo adeguato al 12%. Adeguato per fare una politica di sviluppo molto aggressiva mantendo una politica di dividendi che riteniamo corretta. Ovviamente escludiamo tassativamente un aumento di capitale", ha ribadito.

(Andrea Mandalà)

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