Banche interessate a scontare stock debiti Pa in vista esercizio Bce - Bassanini

venerdì 14 marzo 2014 13:35
 

ROMA, 14 marzo (Reuters) - Le banche italiane hanno tutto l'interesse a comprare dalle imprese l'intero stock di crediti commerciali accumulati con le pubbliche amministrazioni perché questa operazione migliorerebbe i loro bilanci in vista dell'Asset Quality Review.

Lo dice il presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini, convinto che l'Italia non debba negoziare con la Commissione europea nuovi margini di aumento del debito pubblico per sbloccare entro luglio i 68 miliardi annunciati dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

"La mia impressione, parlando con le banche, è l'intero stock", risponde Bassanini alla domanda di quanti crediti le banche siano disponibile a comprare dalle aziende, secondo il meccanismo previsto dal disegno di legge esaminato mercoledì 12 marzo in Consiglio dei ministri. [ID: nL6N0MA3U8]

"In buona parte è una sostituzione di crediti che le banche hanno verso le imprese con crediti garantiti dallo Stato verso le amministrazioni pubbliche", aggiunge.

Il ddl definisce un processo per garantire entro 30 giorni la certificazione dei crediti, su cui lo Stato riconosce una garanzia pubblica.

Forti della garanzia, le imprese fornitrici possono cedere "pro soluto" il credito certificato "ad una banca o ad un altro intermediario finanziario". La Cdp può, poi, acquisire dalle banche i crediti nei limiti di una dotazione finanziaria ancora da definire, ma che Bassanini ha indicato in 3-5 miliardi.

"Non sappiamo quanti siano i crediti [residui da liquidare]. Poniamo che siano 50 miliardi. È probabile che di quei 50 le banche debbano tirare fuori nuova liquidità per non più di 10 miliardi. Gli altri 40 sono prestiti già fatti alle imprese che le banche cancellano e spostano verso le pubbliche amministrazioni. Comprano per 50 tirando fuori 10".

Il risultato finale, sostiene Bassanini, è "una forte riduzione degli assorbimenti di capitale da parte delle banche e quindi un aiuto in vista dell'Asset quality review (Aqr) della Bce che sta arrivando".

Il presidente della Cdp ritiene infatti che i crediti, in quanto garantiti dallo Stato, pesino in modo limitato sui coefficienti patrimoniali stabiliti da Basilea 3. Non solo. Bassanini sostiene da tempo che le banche potrebbero usare i crediti come collaterale per i finanziamenti presso la Bce, anche attraverso operazioni di cartolarizzazione.   Continua...