BORSE ASIA-PACIFICO - Indici giù, ansia per Ucraina lancia lo yen

venerdì 14 marzo 2014 08:59
 

INDICE                          ORE 8,40    VAR %   CHIUS. 2013
 MSCI ASIA-PAC.                      452,74   -1,27       468,16
 TOKYO                            14.327,66   -3,30    16.291,31
 HONG KONG                        21.559,81   -0,90    22.656,92
 SINGAPORE                         3.067,46   -0,46     3.167,43
 TAIWAN                            8.687,63   -0,69     8.611,51
 SEUL                              1.019,90   -0,75     2.011,34
 SHANGHAI COMP                     2.004,34   -0,73    2.115,978
 SYDNEY                            5.329,40   -1,54    5.352,214
 MUMBAI                           21.601,69   -0,79    21.170,68
    14 marzo (Reuters) - Le borse dell'area Asia-Pacifico sono
scese ai minimi da un mese mentre lo yen, tradizionale
investimento rifugio, schizza in alto apprezzandosi sia contro
dollaro che contro euro. Le accresciute tensioni in vista del
referendum di domenica in Crimea inducono gli investitori a
liberarsi degli asset più rischiosi.
    Intorno alle 8,40 italiane l'indice Msci dell'area
Asia-Pacifico, che non comprende Tokyo, scende
dell'1,27%.
    Il dollaro ha perso lo 0,3% a 101,58 yen. Anche la
moneta unica ha lasciato sul campo lo 0,3% a 140,79 yen
.
    HONG KONG è trascinata in calo dal peso massimo del listino
Tencent Holdings Ltd, dopo che la banca centrale
cinese ha chiesto di interrompere certe tipologie di pagamenti
telematici, provocando il tonfo dei titoli legati alle
transazioni online in Cina. Prada è invece in rialzo
dello 0,35%.
    SHANGHAI ha chiuso al punto minimo da due mesi,
fondamentalmente per la stessa ragione che ha portato al ribasso
Hong Kong. China Citic Bank, che all'inizio della
settimana aveva annunciato un'alleanza con Tencent Holdings Ltd
 e Alibaba per fornire servizi finanziari su Internet,
è crollata dell'8,1%, prima di essere sospesa dalle
contrattazioni. 
    SEUL ha terminato ai minimi da cinque settimane sui timori
degli investitori che la Cina rallenti oltre le previsioni. Gli
investitori stranieri hanno compiuto vendite nette di azioni
sudcoreane per un controvalore di 443,57 milioni di dollari,
mentre le istituzioni e i retailer sono stati compratori netti. 
    SINGAPORE si avvia a chiudere in calo per la terza seduta
consecutiva, ma limita le perdite grazie a Olam Internazional
, dopo che Temasek Holdings ha detto che comprerà tutte
le azioni di minoranza della compagnia che commercia
commodities.
    SYDNEY registra invece il calo maggiore da un mese: sul
listino le vendite hanno colpito trasversalmente. Alle
preoccupazioni per la crescita in Cina e la crisi ucraina si
aggiungono quelle per il calo del prezzo del rame.
    
    
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