SCHEDA-Jobs Act, subito contratti a termine e apprendistato, poi delega

giovedì 13 marzo 2014 13:30
 

ROMA, 13 marzo (Reuters) - Subito una semplificazione dei
contratti a termine e dell'apprendistato attraverso un decreto
legge; tempi lunghi per tutto il resto della riforma del mercato
del lavoro.
    E' il risultato del Consiglio dei ministri di ieri per quel
che riguarda il Jobs Act, il piano sul lavoro annunciato da
Matteo Renzi come uno dei capisaldi del suo esecutivo, che a
meno di due anni dalla sua introduzione supera la contestata
riforma Fornero.  
    Il grosso degli interventi, dalla riforma degli
ammortizzatori sociali al riordino delle forme contrattuali -
oggi oltre 40 -, è contenuto in un disegno di legge delega
varato ieri. Il ddl dovrà essere convertito in legge delega dal
Parlamento e il governo dovrà dare attuazione alla norma in un
tempo stabilito dalla norma stessa. La delega fiscale di Giulio
Tremonti del 2011, per esempio, è stata approvata in via
definitiva a febbraio 2014. 
    Slitta dunque il superamento della cassa integrazione in
deroga sostituita da una garanzia universale di disoccupazione,
e non si parla di contratto unico, misure che avrebbero dovuto
alleggerire il sistema produttivo nella crisi perdurante.
    - Decreto legge:
    * Il contratto a termine può essere esteso fino ad un
massimo di tre anni senza indicarne la causalità, cioè la
ragione del rinnovo. Salta l'obbligo di pausa tra un contratto e
l'altro. La percentuale dei lavoratori con contratto a termine
non deve superare il 20% dei dipendenti.
    * Semplificate le procedure per accendere a un contratto di
apprendistato, mentre l'assunzione di nuovi apprendisti non sarà
più condizionata alla conferma in servizio dei precedenti. La
retribuzione, per la parte riferita alle ore di formazione, sarà
pari al 35% della retribuzione del livello contrattuale di
inquadramento. 
    * Il Durc (Documento unico regolarità contributiva) viene
smaterializzato snellendo le procedure burocratiche per le
imprese.
    
    - Disegno di legge delega:
    * Introduzione di un sistema di ammortizzatori sociali
universale per tutti i disoccupati in base ai contributi
versati; revisione dei criteri di concessione ed utilizzo della
cassa integrazione escludendo i casi di cessazione aziendale;
modifica dei criteri contributivi da parte delle aziende che
ricorrano alla cig; rimodulazione dell'Aspi estendendola anche
ai co.co.co; eliminazione dello stato di disoccupazione come
requisito per l'accesso a prestazioni di carattere
assistenziale. Nell'elencare i titoli, il ministro del Welfare,
Giuliano Poletti, ha posto l'accento sul 'coinvolgimento attivo'
dei soggetti beneficiari degli ammortizzatori. 
    * Semplificazione delle procedure e degli adempimenti
burocratici per costituire e gestire i rapporti di lavoro.
    * Riordino delle forme contrattuali attraverso la redazione
di un testo organico che possa anche prevedere l'introduzione
sperimentale di ulteriori tipologie "con tutele crescenti per i
lavoratori coinvolti"; eventuale introduzione sperimentale del
compenso orario minimo, sentite le parti sociali. 
    * Conciliazione dei tempi di lavoro con le esigenze
genitoriali. In particolare è prevista l'introduzione universale
dell'indennità di maternità (anche per i contributi alla
gestione separata); diritto per le lavoratrici madri
parasubordinate all'assistenza anche in caso di mancato
versamento dei contributi da parte del datore di lavoro.
    Infine, dal 1° maggio il governo attiverà lo stanziamento
biennale di 1,7 miliardi della Youth Guarantee che consentirà ai
giovani tra 18 e 29 anni di trovare un lavoro o proseguire gli
studi entro 4 mesi dal conseguimento del titolo di studio.
    Il governo vuole poi raddoppiare in tre anni il credito di
imposta per i giovani ricercatori che oggi ammonta a 600
milioni.
    Entrambi gli stanziamenti sono finanziati attraverso fondi 
europei.
    (Francesca Piscioneri)
    
Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. 
Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia