BORSE ASIA-PACIFICO - Mercati misti dopo dati Cina

giovedì 13 marzo 2014 08:39
 

ROMA - 
 INDICE                        ORE  8,35    VAR %    CHIUS. 2013
 ASIA-PAC.                     458,96       0,45     468,16
 TOKYO                         14.815,98    -0,10    16.291,31
 HONG KONG                     21.788,30    -0,52    22.656,92
 SINGAPORE                     3.082,79     -0,47    3.167,43
 TAIWAN                        8.747,79     0,73     8.611,51
 SEUL                          1.934,38     0,10     2.011,34
 SHANGHAI COMP                 2.019,11     1,07     2.115,98
 SYDNEY                        5.412,61     0,53     5.352,21
 MUMBAI                        21.938,54    0,38     21.170,68
 
    I mercati azionari asiatici hanno registrato oggi un rimbalzo dopo i minimi
toccati ieri, ma i guadagni sono stati poi almeno in parte annullati dopo i dati
deludenti giunti dalla Cina sulla vendita al dettaglio e sulla produzione
industriale, che hanno rafforzato i timori degli investitori sul rallentamento
dell'economia cinese.
    Lo stallo in Ucraina e il recente forte calo dei prezzi del rame nelle
ultime settimane non hanno contribuito a migliorare l'umore, anche se la
chiusura piatta di Wall Street e alcuni dati positivi da Australia e Giappone
hanno pesato sull'altro piatto della bilancia.
    I mecati europei, nelle previsioni, dovrebbero comunque aprire in rialzo e
recuperare almeno in parte le recenti perdite.
    La crescita della produzione industriale cinese è andata sotto le previsioni
nel periodo gennaio/febbraio, e anche le vendite al dettaglio hanno deluso le
attese. Per alcuni analisti, i dati lasciano prevedere una crescita economica in
Cina del 7% nel 2014, contro il target del 7,5%.
    "I dati di gennaio-febbraio sono deludenti, implicano una fase di maggiore
debolezza della crescita nell'economia cinese. Probabilmente una tempesta in
arrivo, commenta Gao Yuan, analista di Haitong Securities a Shanghai.
    A fare ancora le spese dei timori sulla Cina sono state le quotazioni del
rame, che oggi ha perso lo 0,5% dopo aver toccato ieri la quotazione
minima da quattro anni a questa parte.
    Al contrario, l'oro ha toccato in mattinata il massimo da sei mesi (a
1374,85 dollari), per poi scendere un poco, e l'euro è salito fino a 1,349
dollari, massimo da due anni e mezzo. 
    Intorno alle 8,35 italiane l'indice Msci dell'area Asia-Pacifico
, che non comprende Tokyo, segnava +0,45%, a 458,96 punti.
    TOKYO ha chiuso oggi al minimo da una settimana e mezzo (-0,1% a
14.815,98 punti), a causa dei dati cinesi, annullando i guadagni precedentemente
ottenuti grazie ai dati positivi sugli ordinativi di macchinari in Giappone.
    La borsa di SHANGHAI ha segnato un rialzo di oltre l'1%, nonostante
i negativi dati negativi. L'indice CSI300, che comprende i titoli più
importanti di Shanghai e Shenzhen, è salito dell'1,2%. Tre fonti a conoscenza
del dossier hanno riferito a Reuters che l'authority di borsa cinese è pronta a
lanciare un atteso programma pilota che consenta alle società quotate di
emettere azioni privilegiate, e che potrebbe annunciare la decisione già nel
prossimo fine settimane. E non a caso i guadagni odierni sono stati guidati
dalle banche, che potrebbero essere le prime a beneficiare del programma.
    HONG KONG invece ha perso lo 0,6%. Prada in linea con
l'andamento generale, a -0,95%. 
    TAIWAN ha guadagnato oltre lo 0,7%, toccando il massimo da 31 mesi,
grazie in particolare alla performance del titolo tech TSMC, dopo che
l'azienda ha alzato le previsioni per il primo trimestre.
    SYDNEY ha guadagnato oggi lo 0,5%, grazie dalla ripresa dei titoli
minerari, dopo che i prezzi dei metalli sono risaliti, e grazie anche a dati
positivi sull'aumento dei posti di lavoro (a febbraio il dato è stato il più
forte in 13 mesi).
    SINGAPORE è in ribasso per il secondo giorno (-0,5% circa), in
particolare sulla scia dei risultati negativi di SIA Engineering, che
è arrivata a perdere oltre il 2%, e delle aziende specializzate in olio di
palma.
    
    
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