Risanamento,banche pronte a valutare soluzioni su debito senza B.Popolare-fonti

mercoledì 12 marzo 2014 19:38
 

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Le banche creditrici di Risanamento convinte della necessità di vendere gli asset francesi sono disponibili a valutare varie soluzioni per rifinanziare il debito in scadenza anche nel caso in cui il Banco Popolare, contrario all'operazione con Chelsfield/The Olayan Group, non intenda esporsi ulteriormente, come minacciato.

Lo dicono due fonti vicine al dossier in vista del Cda che domani sera dovrebbe prendere una decisione definitiva sulla vendita del portafoglio francese al fondo.

Una fonte parla di una lettera che alcune banche starebbero per inviare al Cda della società immobiliare perché domani non condizioni la scelta sulla vendita degli immobili di Parigi al tema del rifinanziamento del debito e salvaguardi in primo luogo le esigenze immediate di continuità aziendale del gruppo.

Una seconda fonte, non al corrente della lettera, conferma che parte delle banche creditrici è disponibile a trovare il modo di risolvere il problema del debito in scadenza a breve se Banco Popolare preferisse sfilarsi.

"Più di una tra le banche azioniste, al netto del Banco Popolare, ha deciso di inviare una lettera al Cda perché tenga separate la questione - strategica - della vendita degli asset francesi e la valutazione della situazione finanziaria e debitoria della società", dice la prima fonte. "La vendita di Parigi è necessaria per garantire la continuità aziendale. Sul debito in scadenza ci possono essere varie soluzioni tecniche che le banche possono prendere in considerazione", aggiunge.

Unicredit, secondo azionista di Risanamento dopo Intesa Sanpaolo, ha inviato alcuni giorni fa una lettera al Cda per richiamare i consiglieri alle loro responsabilità nel caso non venisse venduto il portafoglio francese. Una mossa che seguiva la lettera inviata qualche tempo prima dal Banco Popolare, in cui l'istituto si diceva contrario alla vendita a Chelsfield e spiegava di non voler più partecipare alle operazioni di riscadenziamento del debito di Risanamento. Questo aspetto ha poi spinto il notaio Mario Notari a scrivere, in un parere legale richiesto dalla società, che indipendentemente dalla cessione di Parigi esiste un rischio di continuità aziendale che il management deve verificare.

La risposta delle banche di oggi potrebbe sbloccare la situazione.

(Claudia Cristoferi)

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