PUNTO 1-Debito Sorgenia, banche fredde sul piano, ma si tratta ancora - fonti

mercoledì 12 marzo 2014 18:20
 

(Riscrive con ulteriori dettagli)

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Le posizioni fra le banche creditrici e la Cir restano distanti sulla ristrutturazione del debito di Sorgenia intorno a 1,9 miliardi di euro. E anche l'ipotesi presentata dal produttore e venditore di energia - aumento di capitale da 190 milioni, sottoscritto per 100 milioni dalla holding della famiglia De Benedetti - viene considerata "non sufficiente" per chiudere la partita.

Il tutto mentre mancano poche settimane per trovare un'intesa dopo che l'azienda ha annunciato lo scorso 17 febbraio di avere solo un mese di autonomia in assenza di un accordo con le banche finanziatrici sulla moratoria del debito.

Stamani, Victor Massiah, AD di UBI, nel corso della conference call con la stampa sui risultati 2013, relativamente a Sorgenia è stata chiaro: "La situazione è estremamente delicata, non ci sono notizie ultime. Sono in corso negoziazioni serrate, ma le posizioni sono distanti ed è difficle fare previsioni". Poi ha aggiunto: "Ci tengo tuttavia a dire che il ceto bancario è compatto in questa operazione". Secondo alcune fonti però il fronte bancario non sarebbe così granitico.

Oggi si è svolto un nuovo incontro fra le 21 banche creditrici - in pratica tutte le maggiori banche italiane - e la società energetica, ma senza l'azionista Cir.

Il punto di frizione è la questione dell'aumento di capitale di Sorgenia. Le banche chiedono alla Cir di versare almeno 150 milioni di aumento; la holding punterebbe, invece, a una quota non superiore ai 100 milioni, mentre i restanti 90 milioni dovrebbero arrivare dalla trasformazione in azioni di parte dei debiti vantati dalle 21 banche esposte. Oltre a questi ci sarebbe la conversione di debiti per altri 400 milioni in strumenti partecipativi.

Alla luce dello scenario attuale, una fonte bancaria dice che "la situazione è ferma. L'ipotesi formulata da Sorgenia non è sufficiente. Per chiudere la trattativa occorre un passo da parte dell'azionista". La sensazione è che le prossime due settimane saranno caratterizzate da intense trattative prima di arrivare a una conclusione.

Ci sono infine le tematiche legate alla governance: se le banche convertissero il debito in azioni, la Cir si ritroverebbe ad avere un ruolo minoritario in Sorgenia, mentre la conversione in strumenti partecipativi eviterebbero questo scenario.

Non è stato possibile avere un commento immediato dal gruppo e dalle banche coinvolte.   Continua...