Tirreno Power, sequestro impianto è per disastro doloso - fonti

mercoledì 12 marzo 2014 13:08
 

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Il decreto di sequestro degli impianti a carbone della centrale di Vado Ligure (Savona) di Tirreno Power ipotizza il reato di disastro doloso, per i danni recati alla salute e all'ambiente.

Lo riferiscono fonti giudiziarie, dopo che ieri il gip di Savona ha ordinato lo spegnimento di due gruppi da 330 Mw ciascuna della società, controllata al 50% dal colosso francese Gdf-Suez e al 39% da Sorgenia (gruppo Cir CIRX.MI), con le restanti quote divise fra Hera e Iren al il 5,5% ciascuno.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo Francantonio Granero, vede cinque persone iscritte nel registro degli indagati tra ex e attuali manager della società, spiegano le fonti, mentre le indagini proseguono per verificare l'entità dei danni e il numero degli eventuali responsabili.

L'azienda - il cui direttore tecnico è stato nominato custode dell'impianto - ora ha la "facoltà di adeguare la tecnologie e la gestione al rispetto delle migliori tecniche", aggiungono le fonti.

Uno studio effettuato da consulenti della procura sostiene che dal 2000 la centrale di Vado Ligure abbia provocato oltre 400 morti e 2.700 ricoveri per patologie cardiache e respiratorie, violando anche le prescrizioni dell'Aia, l'autorizzazione ambientale integrata rilasciata dal ministero dell'Ambiente.

Dal canto suo, Tirreno Power ha detto ieri che "intende continuare ad operare nel pieno rispetto della legge, difendendo il suo diritto a fare impresa in modo responsabile, così come ha sempre fatto".

Intanto oggi i lavoratori si sono riuniti in assemblea.

La centrale di Vado Ligure è costituita da un'unità a ciclo combinato di taglia pari a 800 MW, che utilizza due turbogas alimentati esclusivamente a gas naturale e da due unità a carbone da 330 MW ciascuna.

(Ilaria Polleschi)

- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia