Enel, Conti cerca la riconferma con promessa maggiori dividendi

mercoledì 12 marzo 2014 11:53
 

di Alberto Sisto

ROMA, 12 marzo (Reuters) - Fulvio Conti, amministratore delegato Enel, vuole riconquistarsi un nuovo mandato o almeno lasciare un buon ricordo. Così dopo aver limato di due centesimi il dividendo per il 2013 a 13 dai 15 del 2012, promette una lievitazione a partire dal 2015.

L'anno prossimo il pay out sarà aumentato ad almeno il 50% dell'utile netto ordinario dall'attuale 40%. La promessa arriva al termine del terzo mandato del manager alla guida della società durante il quale il gruppo ha subito una completa trasformazione con risultati ambivalenti.

Enel è oggi un gruppo moderno ed internazionale che opera su tutta la filiera dell'energia e in tutti i settori della produzione. Ma guardando all'andamento del titolo, con il profilo dell'investitore i risultati non appaiono altrettanto brillanti.

Il titolo Enel era a 6,5 euro quando Conti ha preso il timone e dopo un'impennata che gli ha fatto sfiorare gli 8 euro, oggi è sceso a 4. Così come i dividendi, che a dispetto delle promesse di un titolo da cassettista con rendimento quasi obbligazionario fatte da Conti, è venuto calando negli anni: 56 centesimi nel 2005, 43 nel triennio 2006-2008, poi 25, 28 e 26 centesimi. E appena 15 nel 2013.

Confrontata con altri competitor attraverso il rapporto fra prezzo e valore di libro della società, pari a 0,98, poi, Enel è fra le peggiori cinque aziende dello Stoxx Europe Utilities index.

Certo in mezzo c'è stata una crisi finanziaria ed economica epocale. E anche uno Stato, quello italiano, azionista di maggioranza della società, in cerca di liquidi.

Forse è questa l'ambiguità di fondo e la promessa mancata della gestione di Conti. Aver cercato di far sopravvivere l'idea del vecchio ente di Stato, con le sue certezze in termini di dividendi e che ha il 61% del suo margine che si forma in mercati regolati, con le necessità e le regole di un'azienda quotata che si muove in mercati finanziari volatili e in un settore in cui i governi, anche quelli stranieri, fanno spesso incursioni per accaparrarsi risorse riscrivendo regole: la Robin Tax in Italia e le tariffe agevolate rimborsate in ritardo in Spagna.

L'Enel nel 2013 ha continuato a galleggiare fronteggiando le difficoltà che la crisi in Europa ha trasferito sul mercato elettrico con cali della domanda che l'anno scorso hanno raggiunto l'8% in Italia: i ricavi del gruppo sono stati in calo del 5,2% a 80,535 miliardi.   Continua...