Telecom Italia, cda di indipendenti, ma per svolta serve tempo - fonti

martedì 11 marzo 2014 17:40
 

MILANO, 11 marzo (Reuters) - Telecom Italia avrà un cda formato da indipendenti, o comunque senza rappresentanze dirette del socio di riferimento Telco, ma il presidente, eletto dall'assemblea, non dovrà necessariamente provenire dalla lista di minoranza, mentre si ribadisce la volontà di confermare l'attuale AD Marco Patuano.

Lo dicono alcune fonti vicine alla vicenda, aggiungendo che la svolta nella governance che svincoli il gruppo dal controllo di Telco è da rinviare al futuro riassetto della holding.

"Non conosco i dettagli tecnici, ma per Telecom siamo ancora in una situazione di attesa", dice una fonte vicina alla vicenda. "Eventuali cambiamenti significativi della governance sono rinviati al riassetto di Telco e alla possibile uscita di Telefonica ".

Telco, che controlla il 22,4% di Telecom, è partecipata, in termini di diritti di voto, da Telefonica con il 46,18%, da Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l'11,62% ciascuna e da Generali con il 30,58%.

Telefonica, anche in seguito a una decisione dell'antitrust brasiliano, nei prossimi 12 mesi deve decidere se uscire da Telecom Italia. Gli azionisti italiani hanno detto da tempo di essere venditori della loro partecipazione.

Con il cda Telecom di oggi si inserisce l'ultimo tassello, in vista della prossima assemblea del 16 aprile convocata per il rinnovo del consiglio, cioè il voto di tutti gli azionisti sul nuovo presidente.

Intanto continuano le trattative tra gli azionisti, Telco da una parte e dall'altra Marco Fossati, socio al 5%, che da mesi punta a una governance più aperta al mercato.

L'assemblea del 20 dicembre 2013 ha bocciato la proposta di Fossati di sfiduciare l'attuale cda, ma il 23% del capitale si è schierato a favore dell'azionista dissenziente.

Da quel momento l'AD Marco Patuano ha promesso modifiche e una maggiore apertura al mercato.   Continua...