11 marzo 2014 / 14:08 / 4 anni fa

PUNTO 3-UniCredit pronta a voltare pagina dopo rosso record 2013, no aumenti capitale

* Vara gestione separata portafoglio crediti a rischio elevato

* In piano soltanto crescita organica, no fusione con Mediobanca

* Mercato apprezza pulizia e no ad aumento, titolo chiude +6% (Aggiunge chiusura titolo, dettagli)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 11 marzo (Reuters) - UniCredit è pronta a voltare pagina dopo un 2013 chiuso con la perdita più alta della sua storia a causa di una pulizia radicale su crediti e avviamenti e si prepara ad affrontare gli esercizi della Bce con serenità, convinta di aver già fatto più di quanto verrà richiesto, escludendo al contempo la necessità di aumenti di capitale.

“Con la chiusura del bilancio 2013 credo che il gruppo volti pagina e si proietti in un periodo completamente nuovo focalizzato sulla crescita dei ricavi, sugli investimenti e sulla profittabilità”, ha spiegato il Ceo Federico Ghizzoni in una conferenza stampa.

Il Cda ha anche approvato il piano industriale al 2018 che prevede un utile netto di 6,6 miliardi a fine periodo (già nel 2014 è atteso intorno a 2 miliardi), un ritorno sul capitale tangibile (Rote) del 13% e un Common Equity Tier 1 al 10%, anticipando gli effetti Basilea 3.

Il mercato, dopo un iniziale sbandamento, ha premiato il titolo che ha chiuso con un balzo del 6,21% a 6,415 euro con volumi più che doppi rispetto alla media di 5 sedute e tripli rispetto a quella di 30 giorni. Il titolo è tornato sui livelli di metà ottobre 2011.

“Non ci sarà un aumento di capitale ma parecchie azioni di capital management. La pulizia di bilancio è stata proprio come voleva il mercato”, commenta a caldo un analista.

Gli fa eco un trader secondo cui “piace molto l‘Ipo Fineco e la pulizia di bilancio che è notevole e che porta il cash coverage ratio oltre il 50%. C‘era qualche timore di aumento di capitale che è stato fugato. Piace l‘obiettivo di ridurre il portafoglio non core Italia”.

PERDITA RECORD 2013, ACCANTONAMENTI PORTANO COVERAGE A 52%

Il 2013 si è chiuso con un rosso record di 14 miliardi dopo aver effettuato, negli ultimi tre mesi, accantonamenti straordinari su perdite su crediti per 7,2 miliardi, che portano il totale del trimestre a 9,3 miliardi, e rettifiche su avviamenti per altri 9,3 miliardi. Decisioni che portano il cash coverage ratio al 52%, livello allineato a quello del 2008, il più elevato in Italia e tra i migliori in Europa. Nell‘utile 2013 è inclusa peraltro la rivalutazione della quota di Bankitalia che porta una plusvalenza netta di 1,2 miliardi.

“Abbiamo avuto un weekend abbastanza intenso - ha spiegato a questo proposito Ghizzoni - poi siamo arrivati alla conclusione di inserire la rivalutazione sia nel patrimonio sia a conto economico. Se questa soluzione non dovesse essere ritenuta idonea, aumenterà la perdita del 2013 ma non ci sarà alcun effetto sul capitale, perché questo non è in discussione”.

Si tratta della sesta perdita per un istituto bancario in Europa. UniCredit già nel 2011 aveva chiuso con un rosso di 9,2 miliardi dovuto alla svalutazione degli avviamenti, mentre il 2012 aveva visto un utile di 865 milioni.

Il Cda ha deliberato la distribuzione di un ‘scrip dividend’ da riserve di utili di 10 cent con attribuzione di azioni UniCredit di nuova emissione oppure, su specifica richiesta degli azionisti, mediante versamento in contanti.

Il Common equity Tier 1 è al 10,4% a fine 2013 e, computando Basilea 3 a pieno regime, al 9,4%, incluso anche l‘effetto della rivalutazione della partecipazione in Bankitalia.

IN PIANO IPO MINORITIES FINECO, -5.700 POSTI IN ITALIA

Tra i punti focali del piano è prevista una contabilizzazione separata del portafoglio crediti non core italiano con l‘obiettivo di ridurlo del 63% entro il 2018. Si tratta di 87 miliardi di crediti, di cui 67% deteriorati e 33% in bonis.

“Si tratta di crediti con un profilo di rischio superiore a quello che riteniamo accettabile. Parliamo di 800.000 clienti e di 1.100 persone che lavorano su questo portafoglio”, ha spiegato Ghizzoni.

“Non è tramontato” inoltre il progetto con Intesa Sanpaolo e Kkr per creare un fondo per la gestione dei crediti delle aziende recuperabili, ha aggiunto.

Nell‘ambito di una gestione più attiva del portafoglio partecipazioni, UniCredit punta a collocare in Borsa una quota di minoranza della banca online Fineco, processo che dovrebbe chiudersi per giugno-luglio. Il gruppo valuterà anche la cessione di Uccmb, piattaforma di riscossione di crediti in Italia. “Questa operazione potrebbe essere accompagnata dalla vendita contestuale del portafoglio. Siamo nelle primissime fasi, soltanto 10 giorni fa abbiamo mandato gli inviti”, ha detto Ghizzoni.

Da queste due operazioni la banca si attende un beneficio fino a 30 punti base sul capitale.

Il piano è imperniato su ipotesi di crescita organica e quindi esclude fusioni con Mediobanca o altri, ha detto Ghizzoni.

Sul fronte dei costi è attesa una riduzione di 1,3 miliardi nel 2018 e in particolare dalla ristrutturazione della rete è attesa una riduzione dell‘organico di 8.500 unità, di cui 5.700 in Italia. Da marzo 2008 UniCredit ha ridotto il personale di 33.000 unità. I risparmi saranno utilizzati per il programma di investimenti da 4,5 miliardi per sostenere la crescita dei ricavi attesi a fine piano a 28,4 miliardi con un cagr del 5%.

Le assunzioni macroeconomiche sono improntate alla massima prudenza. “Per l‘Italia - ha spiegato Ghizzoni - abbiamo ipotizzato una crescita media annua dello 0,8%, mentre sul tasso Euribor l‘assunzione è che comincerà a salire solo dalla seconda metà del 2016”.

- Hanno collaborato Silvia Aloisi, Paola Arosio, Andrea Mandalà, Elisa Anzolin

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