Risanamento, Cda su Parigi giovedì, nodo continuità aziendale -fonti

martedì 11 marzo 2014 15:20
 

MILANO, 11 marzo (Reuters) - Il Cda di Risanamento si terrà giovedì sera 13 marzo invece che venerdì 14 e sarà una nuova occasione di confronto tra le banche azioniste e creditrici - Unicredit e Banco Popolare in primis - sulla cessione degli immobili di Parigi e sulla via per garantire la continuità aziendale della società immobiliare.

Lo dicono alcune fonti vicine al dossier spiegando che il consiglio, inizialmente previsto venerdì, è stato anticipato di un giorno.

Benché sia caduto l'ostacolo giudiziario alla vendita degli asset francesi a Chelsfield/Olayan Group - già deliberata a maggioranza dal Cda il 23 gennaio - con la rinuncia al ricorso da parte di Luigi Zunino, sembrano ancora molto distanti le posizioni tra le banche, quelle di Unicredit e di Banco Popolare in particolare.

La prima, riferscono due fonti confermando indiscrezioni stampa, ha inviato il 3 marzo una dura lettera al presidente e all'AD di Risanamento per mettere i consiglieri di Risanamento di fronte alle loro responsabilità in caso di bocciatura della vendita a Chelsfield. "E' l'unica opzione concreta sul tavolo. Rinunciare metterebbe in seria discussione la continuità aziendale della società", dice una delle due fonti. Oggi il Messaggero scrive, tra l'altro, che l'offerta congiunta Barrack-Zunino è stata prorogata al 14 marzo nella speranza di essere di nuovo valutata dal consiglio.

"L'operazione proposta da Luigi Zunino non rappresenta alcuna seria alternativa alla cessione degli asset parigini a Chelsfiled/The Olayan Group in quanto, come noto, la stessa non è stata accettata dalla scrivente e dalle altre banche socie di riferimento", dice la lettera di Unicredit - di cui Reuters ha preso visione - in riferimento al consiglio del 23 gennaio. Se sfumasse invece la vendita al fondo, "si produrrebbero gravissimi danni per Risanamento", che rinuncerebbe a un incasso di 230 milioni e dovrebbe pagare 30 milioni di penale, con "effetti esiziali sulla sua continuità aziendale", sostiene la banca nella missiva in cui promette di vigilare perchè il Cda lavori nell'interesse esclusivo della società e di tutti i suoi creditori "senza ingerenze esterne".

Una terza fonte però aggiunge: "Il Banco Popolare, a differenza di Unicredit, Intesa Sanpaolo e Pop Milano , si è espresso contro la vendita a Chelsfield, che ritiene contraria all'accordo di salvataggio ex 182 bis, e ha detto che non intende rifinanziare il debito a breve della società e partecipare al finanziamento previsto per l'operazione Milano Santa Giulia. Questo pone un tema di continuità aziendale che il management deve verificare".

La coerenza della cessione degli asset francesi con l'accordo di ristrutturazione firmato dalle banche creditrici nel 2009, che evitò alla Risanamento di Luigi Zunino il fallimento, è stata certificata - come da altri due pareri precedenti - dal notaio Mario Notari, che ha consegnato la sua valutazione a inizio marzo. Nella sua stessa valutazione però, riferisce la fonte, si invita il Cda a verificare la questione della continuità aziendale nel caso il Banco Popolare decidesse di non contribuire allo riscadenziamento dei debiti, che anche con la cessione di Parigi sarebbe necessario.

Al 30 settembre 2013 Risanamento aveva un indebitamento finanziario netto di 1,8 miliardi - comprensivo di un 272 milioni di prestito obbligazionario convertendo che scade a fine 2014 e di un bond convertibile da 267 milioni in scadenza a maggio - a fronte di un patrimonio immobiliare valorizzato a bilancio a 1,6 miliardi.

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