Sorgenia, le utility si chiamano fuori da riassetto, spazio a colossi energia

mercoledì 5 marzo 2014 15:50
 

MILANO, 5 marzo (Reuters) - Le principali multiutility italiane si chiamano fuori dall'ipotesi di un eventuale salvataggio di Sorgenia, il produttore e venditore di energia controllata da Cir, alle prese con una crisi di liquidità in trattativa con le banche per ristrutturare l'indebitamento che ha raggiunto quota 1,9 miliardi di euro. Le multiservizi, in questa fase di bassi consumi e boom delle energie rinnovabili, preferiscono stare alla larga dalle società che producono energia, mentre a guardare alle quattro centrali di Sorgenia potrebbero essere i grandi colossi dell'energia, come Edison, controllata dallla francese Edf.

E' questa la posizione dei numeri uno di A2A, Hera , Iren e Acea, interpellati a margine del convegno sulle utility organizzato da Agici Accenture a Milano.

"L'acquisto di centrali da Sorgenia non è certamente una priorità per noi anche perché abbiamo una sovraproduzione interna", taglia corto il presidente di Iren, Francesco Profumo. Gli fa eco il presidente di Hera, Tomaso Tommasi di Vignano: "Non rientra nei nostri programmi. Siamo sempre stati cauti sul tema della generazione di energia".

Paolo Gallo, Ad di Acea, aggiunge: "Noi non siamo interessati. Prima Sorgenia deve risolvere il problema dell'indebitamento con le banche".

Mentre il direttore generale di A2A, Renato Ravanelli, inserisce il tema Sorgenia all'interno dei problemi del settore dell'energia nella sua complessità e chiede l'intervento delle istituzioni anche perché c'è anche una questione occupazionale che sta emergendo a seguito dei continui stop nel funzionamento delle principali centrali italiane. "Quando si parla di ristrutturazione vuol dire che la crisi è profonda ed è legata a un dato congiunturale della domanda, ma anche a come è evoluta la struttura dell'offerta. Pensiamo, ad esempio, a quanti incentivi sono stati messi sul sistema per aumentare l'offerta", ha sottolineato il manager.

"Questo ha creato una crisi strutturale che deve essere affrontata dalle istituzioni, quindi dalle imprese, dai sindacati e dal governo. Questo è certamente un tema che deve essere sul tavolo del governo", conclude.

A chi, dunque, potrebbe fare gola un eventuale spezzatino degli asset di Sorgenia? Secondo alcuni dirigenti presenti all'evento, potrebbe farsi avanti Edison perché alle spalle ha un colosso come i francesi di Eff e alla luce del ridimensionamento nel settore della produzione in Italia a seguito della cessione di Edipower ad A2A. "Edf è 'lunga' di gas come materia prima avendo perso molti nuclei termoelettrici, quindi potrebbero essere interessati alle centrali di Sorgenia per recuperare quote di mercato", sottolinea un operatore del settore che vuole mantenere l'anonimato.

Edison è stata tirata in ballo anche per le centrali che E.On punta a cedere in Italia, anche se ufficialmente dal quartier generale dei francesi c'è la consegna del silenzio su questa vicenda.

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