4 marzo 2014 / 16:53 / tra 4 anni

PUNTO 1-Fiat, rafforzamento capitale in trim4, sul tavolo anche Ipo

(Accorpa pezzi, aggiorna con contesto)

di Stefano Rebaudo

GINEVRA, 4 marzo (Reuters) - Fiat rinvia almeno al quarto trimestre di quest‘anno l‘operazione di rafforzamento del capitale, lasciando aperte tutte le possibilità, inclusa un‘Ipo su Ferrari e Maserati e parlando del possibile bond convertendo come una delle opzioni.

Lo ha detto l‘AD Sergio Marchionne nelle conferenze stampa in occassione del salone dell‘auto di Ginevra. Marchionne ha detto inoltre che il rifinanziamento del debito Chrysler, che nelle attese degli analisti e delle agenzie di rating dovrebbe eliminare i limiti alla distribuzione di liquidità da Chrysler a Fiat, potrebbe essere fatto nel 2016, ma dipenderà dalle condizioni di mercato.

Attualmente Chrysler può distribuire solo una parte degli utili sotto forma di dividendi e può fare finanziamenti intercompany, ma solo a valori di mercato (“arm’s length basis”, dicono gli accordi). La produzione di Alfa Romeo, così come quella di Ferrari e Maserati resteranno in Italia e il gruppo dovrebbe arrivare al break-even in Europa a metà del decennio.

Il gruppo annuncerà a maggio il nuovo piano industriale, che prevede anche il rilancio del marchio Alfa Romeo, che insieme a Maserati formerà il polo del lusso del gruppo Fiat.

Per quanto riguarda il Sudamerica “sono convinto che nel 2017, con l‘avvio dello stabilimento di Pernambuco, Fiat in Brasile possa arrivare a margini a doppia cifra”, ha detto l‘AD.

CHRYSLER, RIFINANZIAMENTO DEBITO POSSIBILE DAL 2016

Per quanto riguarda il debito Chrysler “ci sono obblighi associati che non ci danno la possibilità di chiamarlo fino al 2016”, ha detto Marchionne.

Nonostante le restrizioni di cassa sulla possibilità di distribuire il dividendo e altre limitazioni, che ci siamo portati dietro fin dall‘inizio “la capacità di distribuire dividendi da parte della Chrysler già c‘è”, ha spiegato. “Ci sono opportunità di condivisione di progetti industriali che rendono possibile l‘utilizzo di risorse Chrysler indipendentemente dai dividendi”.

“Possibilità di utilizzare liquidità della Chrysler sono parecchie, a partire dalle iniziative per rendere il marchio Jeep internazionale”, ha aggiunto. “Il marchio avrà accesso alla capacità produttiva di Fiat in Cina, in Brasile...”.

Jeep, che prevede per quest‘anno di raggiungere un milione di veicoli venduti, punta infatti a diventare un marchio globale attraverso l‘inizio della produzione in Cina nel 2016 e in Brasile nel 2015.

CONVERTENDO UN‘IPOTESI, IPO SEMPRE SUL TAVOLO

Un prestito convertendo che ripaghi l‘esborso del gruppo per salire al 100% di Chrysler a inizio anno, è “solo un‘ipotesi”. Fino a qualche settimana fa, Marchionne aveva indicato la soluzione del convertendo come la strada più probabile.

Per quanto riguarda la possible quotazione e quindi cessione di partecipazioni in Ferrari o Maserati, “di sicuro non sarà nel piano presentato a maggio, ma l‘opzione è sempre sul tavolo”, ha detto l‘AD Fiat.

Meno secca del solito anche la smentita sull‘ipotesi di aumento di capitale.

“Ho detto che non farei mai un aumento di capitale nelle attuali condizioni, sarebbe una distruzione di valore”, ha dichiarato l‘AD. “Sono cose che dobbiamo analizzare, spero di parlarne a inizio di maggio. Qualunque cosa succederà sarà fatta dopo aver completato la fusione e la quotazione negli Stati Uniti, non prima del quarto trimestre”.

Sulla possible quotazione, sul mercato Usa, attesa il primo di ottobre Marchionne ha detto che si sta lavorando in quella direzione, affermando però che la scadenza potrebbe essere rinviata.

PRODUZIONE ALFA ROMEO, MASERATI E FERRARI RESTERA‘IN ITALIA

“La produzione Alfa Romeo resterà in Italia”, ha detto Marchionne, rispondendo a una domanda sulla possibilità di realizzare i nuovi modelli in Polonia. “Il livello di qualità degli stabilimenti italiani é probabilmente pari a quello di Tychy, sono molto fiero di come si é trasformata la produzione italiana”.

“Alfa Romeo deve rimanere un marchio italiano”, ha aggiunto. “Non é questione di nazionalismo, ma di quale é il luogo a cui appartieni. Per Alfa Romeo é l‘Italia, come per Ferrari e Maserati”.

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