Sorgenia, nuovo summit banche ancora interlocutorio, ma si negozia -fonti

lunedì 3 marzo 2014 19:20
 

MILANO, 3 marzo (Reuters) - Nuova giornata di incontri stamani fra Cir e le principali banche creditrici sulla questione dell'aumento di capitale di Sorgenia, gravata da debiti per circa 1,9 miliardi di euro. Alcune fonti bancarie sostengono che ci sarebbe un avvicinamento fra le richieste degli istitui e la holding che controlla il 52% del capitale della società energetica, mentre altre sono più caute e rilevano che il negoziato non si è ancora concluso.

Le banche chiedono alla Cir di versare almeno 150 milioni di euro di aumento di capitale; la holding punterebbe, invece, a una quota non superiore ai 100 milioni, secondo alcune fonti.

La giornata è stata scandita da una serie di incontri, nell'asse che va dalla sede della Rotschild, l'adviser delleprincipali banche esposte verso Sorgenia, a quella milanese di Mps, il principale creditore.

Il piano prevede che le banche convertano almeno 300 milioni di debiti in azioni o in nuovi strumenti partecipativi, mentre altri 150 milioni sarebbero trasformati in prestito convertendo. "Il vertice odierno è stato positivo. Ci sarebbe un avvicinamento fra le parti", dice a Reuters una delle fonti. Un'altra fonte bancaria sottolinea che "la richiesta dei 21 istituti esposti non cambia: Cir deve mettere più capitale".

No comment dal quartiere generale della holding presieduta da Rodolfo De Benedetti.

Un'altra fonte ancora rileva che "non ci siamo ancora e che ci saranno altri incontri".

Se passasse la posizione delle banche, l'aumento di capitale sarebbe di 450 milioni, di cui 150 milioni da parte della Cir. In questo caso gli istituti potrebbero arrivare al 67% del capitale e la Cir andare in minoranza con il restante 33%. Mentre l'azionista austriaco Verbund, oggi al 46%, ha azzerato il valore della partecipazione nel proprio bilancio e non ha intenzione di partecipare a scelte future di Sorgenia.

"È ancora qualcosa in costruzione. Tutti parlano di avvicinamento, la struttura particolare non trova difficolta e su quanto metterà la Cir largo circa ci siamo, il problema vero è la conversione del credito in strumenti di partecipazione", aggiunge una delle fonti.

Su tutto poi pesa la strategia per il futuro di questa società che ha accumulato debiti negli anni 2000 per la costruzione di quattro centrali a ciclo combinato, oggi in difficoltà a seguito della crisi dei consumi di energia e del boom delle rinnovabili.   Continua...