PUNTO 1-Italia, deficit/Pil 2013 stabile a 3%, scende avanzo primario

lunedì 3 marzo 2014 14:14
 

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di Elvira Pollina

MILANO/ROMA, 3 marzo (Reuters) - Nel 2013, per il secondo anno consecutivo, l'indebitamento delle amministrazioni pubbliche italiane è stato pari al 3% del prodotto interno lordo, il livello massimo consentito per rispettare i limiti europei, nonostante la marcata riduzione della spesa per interessi.

E' quanto emerge dai numeri preliminari resi noti stamane da Istat, che risultano in larga parte in linea alle attese degli analisti e arrivano a pochi giorni dall'insediamento del nuovo governo guidato da Matteo Renzi, che nei suoi primi interventi da premier ha confermato l'impegno a tenere i conti in ordine.

L'anno scorso, complici l'allentamento delle tensioni finanziarie internazionali e il superamento dei timori di una rottura dell'euro, gli interessi passivi sono diminuti al 5,2% del Pil dal 5,5% del 2012.

"Questa riduzione è stata però compensata da un avanzo primario meno elevato rispetto all'obiettivo del Def e in calo rispetto all'anno precedente", rileva Chiara Manenti, analista di Intesa Sanpaolo.

Il saldo primario, che esclude gli interessi sul debito, è infatti sceso a 2,2% da 2,5% del 2012, mentre il Documento di Economia e Finanza indicava un target di 2,4%.

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