Telecom Italia, Fossati vuole che presidente sia scelto da liste minoranza

venerdì 28 febbraio 2014 19:37
 

MILANO, 28 febbraio (Reuters) - Marco Fossati, azionista Telecom Italia con il 5% del capitale, chiede che il presidente venga eletto tra i candidati delle liste di minoranza.

Lo dice una nota della holding della famiglia Fossati, Findim, dopo il consiglio di ieri che ha raccomandato, tra le altre cose, che il presidente del nuovo cda, che sarà votato alla prossima assemblea del 16 aprile, sia una figura di garanzia scelto tra gli indipendenti.

"Affinché il presidente rappresenti una figura di garanzia per tutti gli azionisti" é indispensabile che "venga scelto, nella ben nota logica del check and balance, tra i candidati eletti nelle liste di minoranza".

Findim si riserva di valutare, a tale riguardo, le eventuali iniziative tese ad assicurare il "miglioramento della governance" per poter realizzare "scelte industriali che creino valore per tutti gli azionisti".

A inizio febbraio alcune fonti avevano detto a Reuters che Telecom Italia avrebbe rinviato la riforma dello statuto, mentre si faceva strada un compromesso sulla governance tra Telco, socio di riferimento, e Fossati, che avrebbe potuto portare Vito Gamberale alla presidenza del gruppo.

L'ipotesi era quella di avere 11 consiglieri, senza i rappresentanti di Telefonica, con 8 componenti nominati da Telco ma indipendenti, 3 alle minoranze con ruoli di garanzia tra cui la presidenza.

Telco, che controlla il 22,4% di Telecom, è partecipata, in termini di diritti di voto, da Telefonica con il 46,18%, da Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l'11,62% ciascuna e da Generali con il 30,58%.

Fossati ha portato in assemblea, il 20 dicembre 2013, una proposta di revoca dell'attuale cda, che è stata bocciata dalla maggioranza dei presenti, ma raccogliendo voti favorevoli pari al 23% del capitale.

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