PUNTO 1-Lag, Parmalat nega aver chiesto non luogo a procedere appello Bologna

venerdì 28 febbraio 2014 18:34
 

(Aggiorna con comunicato Parmalat)

PARMA, 28 febbraio (Reuters) - Secondo il procuratore capo di Parma Gerardo Laguardia, Parmalat avrebbe presentato alla Corte di appello di Bologna istanza di non luogo a procedere per "cessata materia del contendere", dopo le dimissioni rassegnate nei giorni scorsi dalla maggioranza dei consiglieri, ma la società in una nota diffusa successivamente ha smentito.

"In riferimento a quanto dichiarato dal Procuratore Generale di Parma Gerardo Laguardia, e riportato da alcuni organi di informazione, Parmalat S.p.A. precisa di non avere depositato alcuna istanza di annullamento. La Società precisa altresì di non essere parte in causa nel procedimento", si legge in una nota Parmalat diffusa in serata.

Lo sono invece i suoi ex amministratori

In precedenza Laguardia aveva riferito la notizia alla stampa sottolineando "che spetta al procuratore generale se accogliere o meno", anche se l'ultima parola è del giudice.

Nel novembre scorso il Tribunale civile di Parma non ha accolto le richieste della Procura che chiedeva la revoca del cda di Parmalat, la nomina di un commissario giudiziale e l'annullamento dell'acquisizione di Lactalis American Group (Lag), duramente contestata da alcuni azionisti di minoranza. Contestualmente, il Tribunale ordinava la sostituzione del consigliere Marco Reboa, fra coloro che si sono dimessi martedì. La Procura di Parma ha poi presentato ricorso presso la Corte d'Appello di Bologna.

Secondo quanto spiegato da una fonte giudiziaria il giorno delle dimissioni dei consiglieri, il procedimento civile potrebbe decadere perché verrebbe meno il motivo che ne è alla base, visto che la Procura aveva chiesto la revoca del Cda.

Laguardia sottolinea comunque che "con questo procedimento abbiamo già ottenuto molto", riferendosi allo sconto sul prezzo di Lag.

Martedì Parmalat ha annunciato che hanno rassegnato le dimissioni dal Cda Gabriella Chersicla, Francesco Gatti, Yvon Gurin, Marco Jesi, Daniel Jaouen, Marco Reboa, Antonio Sala, Franco Tatò e Riccardo Zingales, con effetto dall'approvazione del bilancio di esercizio 2013. In una lettera i consiglieri dimissionari si sono detti convinti di aver agito sempre correttamente e hanno precisato di aver assunto "questa difficile decisione nell'esclusivo interesse della società al fine di consentirle di operare nuovamente in un clima sereno e costruttivo".   Continua...