27 febbraio 2014 / 18:09 / 4 anni fa

PUNTO 1-Debiti Pa, governo studia certificazione semi-automatica - fonte

(Aggiunge contesto in coda)

ROMA, 27 febbraio (Reuters) - Il governo sta studiando un meccanismo semi-automatico di certificazione delle fatture che dovrebbe velocizzare il pagamento dei debiti commerciali di parte corrente accumulati dalle pubbliche amministrazioni.

Secondo una fonte vicina al dossier, un‘ipotesi allo studio dei tecnici prevede che, invece delle amministrazioni pubbliche debitrici, siano le stesse imprese fornitrici “a registrare i crediti sulla piattaforma elettronica del Tesoro”.

“Il credito diventa certificato se l‘ente debitore non lo contesta entro un congruo periodo di tempo”, aggiunge.

Sebbene sia operativa da tempo, la piattaforma non è mai decollata. Gli enti debitori resistono agli sforzi del Tesoro di far emergere tutti i debiti. Prova ne sia che le fatture registrate hanno un valore di poco superiore ai 3 miliardi.

Garantita la certificazione dei crediti sarebbe più facile per Matteo Renzi realizzare il piano proposto dal presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini.

Il meccanismo è previsto dal decreto 76 del 2013: le imprese cedono i crediti di parte corrente alle banche e le banche, in caso di morosità, li vendono alla Cdp entro un importo annuo massimo di 3-5 miliardi. Lo Stato facilita l‘operazione riconoscendo una garanzia statale sui debiti..

L‘esecutivo, spiega la fonte, potrebbe modificare il decreto 76 per riconoscere “di diritto la garanzia statale”, che ora invece acquista efficacia solo all‘atto dell‘individuazione delle risorse a copertura.

Le strutture del Tesoro stanno approfondendo il meccanismo e la fonte riferisce che la Ragioneria generale dello Stato ha già mosso alcuni rilievi.

È ancora da capire quali effetti l‘operazione possa avere sul bilancio, considerando che le associazioni datoriali hanno indicato in oltre 100 miliardi le fatture pendenti a fine 2012.

La Commissione europea stima che il debito pubblico italiano raggiunga il 133,7% del Pil nel 2014. E dal 2015 entrerà in vigore il Fiscal compact, che obbliga l‘Italia a ridurre il rapporto debito/Pil di oltre 3,5 punti in media d‘anno.

Forte dei margini ottenuti lo scorso anno dall‘Europa, l‘Italia ha già definito i termini per liquidare alle imprese 47,5 miliardi entro il primo semestre del 2014. Al 26 febbraio i creditori hanno incassato 22,8 miliardi.

Il processo va a rilento anche perché alcune Regioni e numerosi Comuni evitano di attingere alle anticipazioni del Tesoro per non dover sostenere gli oneri del piano di ammortamento.

Il piano Bassanini cerca di risolvere questo problema prevedendo che gli enti possano chiedere alle banche la ristrutturazione del debito con piani da 3 a 5 anni oppure contrattare con Cdp, a condizioni più vantaggiose, una ulteriore ristrutturazione a 30 anni.

(Giuseppe Fonte)

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