28 febbraio 2014 / 11:19 / 3 anni fa

Seat, possibile delisting, incertezza su azione responsabilità -fonti

MILANO, 28 febbraio (Reuters) - Al termine della nuova ristrutturazione di Seat Pagine Gialle la società sembra destinata a salvarsi e quindi a venire rilanciata, la banca Rbs e gli obbligazionisti avranno la proprietà del gruppo, gli azionisti recupereranno poco o nulla, mentre l'azione di responsabilità nei confronti degli ex-amministratori resta appesa a un filo.

Lo dicono alcune fonti vicine alla vicenda, in vista dell'assemblea di lunedì 4 marzo, convocata per approvare le operazioni necessarie per il concordato preventivo, in attesa del via libera definitivo dei creditori e per avviare l'azione contro gli ex-dirigenti.

Per avere un'idea delle diluizione cui saranno sottoposti i soci attuali, basta considerare che le azioni in circolazione sono 16,1 miliardi e quelle che saranno emesse per risarcire il debito bancario e degli obbligazionisti saranno 6.410 miliardi.

Rbs, che ha un credito di circa 650 milioni di euro e gli obbligazionisti, con circa 837 milioni, riceveranno i titoli di nuova emissione in cambio della rinuncia alla riscossione.

L'assemblea della prossima settimana è convocata in sede straordinaria e, perché sia regolarmente costituita, serve che sia presente il 20% del capitale, obiettivo non facile da raggiungere considerato che le migliaia di soci Seat non hanno forti motivazioni, almeno economiche, a partecipare.

Seat ha dato mandato al proxy adviser Georgeson, che ha messo in moto decine di persone per convincere almeno una parte delle migliaia di piccoli azionisti a partecipare.

Cvc, Investitori Associati, Permira e Bc Partners, sono i fondi di private equity che hanno acquistato il controllo di Seat nel 2003.

La magistratura di Torino ha aperto un fascicolo, per fatti non costituenti reato, come succede tutte le volte che viene aperta una procedura di concordato preventivo, secondo una terza fonte vicina alla vicenda.

"Sono in corso accertamenti, ma allo stato non ci sono fascicoli aperti con ipotesi di reato", aggiunge la fonte.

Non è stato possibile avere un commento da Rbs, Seat, Investitori Associati, Permira, Cvc e BC Partners e dalla Procura di Torino.

SENZA QUORUM ALL'ASSEMBLEA POSSIBILE CANCELLAZIONE AZIONI

Se il 4 marzo in sede straordinaria mancasse il quorum, il consiglio potrebbe decidere l'emissione di azioni non quotate previa cancellazione di quelle esistenti.

Quindi la società sarà delistata e Rbs e gli obbligazionisti, che si troveranno a scambiare circa 1,4 miliardi di crediti con la totalità del capitale Seat.

"Se non ci fosse il quorum il consiglio dovrà modificare la proposta di concordato", dice una fonte vicina alla vicenda.

"Al momento non mi risulta ci sia già un piano B deciso e definito", aggiunge la fonte. "Ma le modifiche 'non saranno verosimilmente in grado di evitare l'azzeramento del capitale sociale (e quindi l'annullamento delle azioni degli attuali soci)', come dice la relazione degli amministratori".

Inoltre, come prevede la proposta di concordato attuale, senza il via libera dell'assemblea, il consiglio deciderà di offrire ai creditori azioni non quotate.

AZIONE CONTRO EX-AMMINISTRATORI APPESA A UN FILO

L'elevato grado di incertezza sull'azione di responsbailità è legato al fatto che, in linea teorica, non sarebbe molto costoso raccogliere una quota significativa del capitale Seat e influenzare l'esito dell'assemblea, dice la seconda fonte.

Ai prezzi attuali di borsa l'intera capitalizzazione della società vale infatti 28 milioni di euro.

Bisogna poi considerare che non serve un quorum particolare e quindi qualunque sia la quota di capitale votante al momento della delibera la sua decisione sarà valida.

Anche i termini di prescrizione giocano a sfavore dell'iniziativa. Per alcuni, incluso l'AD Luca Majocchi, scadono ad aprile di quest'anno.

L'iniziativa dell'attuale consiglio "è un atto dovuto", dice la seconda fonte, perché promuovere l'azione di responsabilità contro gli ex-amministratori mette al sicuro i dirigenti dal rischio di non aver fatto tutto il possibile per recuperare il massimo e per il bene della società.

Il collegio sindacale ha espresso nei giorni scorsi la sua contrarietà all'azione contro gli ex-amministratori, ma anch'esso potrebbe essere incluso nell'inziativa, secondo la relazione redatta dai consulenti del consiglio.

Il cda nel 2013 ha nominato gli avvocati Fabio Franchini ed Ettore Maria Negro, che hanno lavorato con Paolo Agrifoglio per gli aspetti più puramente contabili.

GEORGESON AL LAVORO SULLE ADESIONI

Non ci sono dati certi sulla possibile affluenza, anche perché le adesioni tendono ad arrivare all'ultimo momento, ma secondo una fonte vicina alla vicenda, Georgeson "nella sollecitazione non ha trovato ostacoli, ha invece rilevato una notevole sensibilità alla necessità di salvare il gruppo".

L'operazione è complessa, perché il capitale è molto frammentato e i soggetti da contattare sono molto numerosi.

Il passaggio in assemblea è necessario al fine di emettere le nuove azioni, che saranno date ai creditori in cambio della loro adesione alla ristrutturazione del debito.

Gli obbligazionisti dovranno di fatto rinunciare a 837,1 milioni di credito e Rbs a 650,2 milioni in cambio della totalità delle azioni della società.

(Stefano Rebaudo)

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