26 febbraio 2014 / 11:30 / 4 anni fa

Esercizio Bce, vitale parità trattamento banche vigilate - Bankitalia

ROMA, 26 febbraio (Reuters) - Mentre è in corso l‘esame di qualità degli attivi sulle maggiori banche europee che entreranno sotto la vigilanza unica della Bce dal 4 novembre, Bankitalia ne ripercorre le finalità e ribadisce che il successo e la credibilità delle valutazioni dipenderanno dall‘omogeneità di trattamento applicata ai diversi istituti vigilati.

Il capo della vigilanza di Bakitalia Carmelo Barbagallo, in un intervento alla Luiss, ha ribadito che “è di vitale importanza che le valutazioni siano condotte con rigore e assicurino piena parità di trattamento alle banche, oggi sottoposte a differenti sistemi contabili e di vigilanza”.

Il concetto di una attuale disomogeneità nelle valutazioni fatte finora dai diversi sistemi di vigilanza nazionale - da superare con gli standard Eba e il passaggio alle regole uniche - è richiamato da Barbagallo in più passaggi.

“Allo stato attuale c‘è una notevole eterogeneità nelle procedure di supervisione applicate dalle autorità di vigilanza nazionali nel processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP) e nei sistemi di Risk assessment (RAS)”, osserva il capo della vigilanza della Banca d‘Italia, ritenuta tra i più severi vigilanti in Europa.

Il nuovo meccanismo di supervisione utilizzerà gli standard elaborati dall‘Autorità bancaria europea “in materia di Common Reporting (COREP), di Financial Reporting (FINREP) e di Non Performing Exposure (NPE); è auspicabile che, in prospettiva, contribuiscano anche in Europa alle valutazioni di vigilanza anche informazioni non armonizzate (tratte, ad esempio, dalla Centrale dei Rischi)”, dice Barbagallo.

Tra i campi più delicati da armonizzare, il numero uno della vigilanza italiana ricorda quello della definizione di non performing loan (npl), che in italiano corrisponde a esposizioni deterioriate e quello di crediti oggetto di revisione, cioè forbearance.

“La loro definizione varia oggi in misura anche sensibile tra le diverse giurisdizioni, rendendo difficile il confronto alle Autorità di Vigilanza come agli investitori. L‘Autorità bancaria europea (EBA) ha recentemente disciplinato la definizione delle c.d. esposizioni non performing e forbearance, in vista di un incremento del livello di convergenza delle misure tra paesi della UE”.

Il comprehensive asssessment, cioè questo esercizio condotto da Bce e anche dall‘Eba, è una valutazione complessiva delle condizioni delle maggiori banche dell‘area euro (15 delle quali italiane), propedeutica all‘entrata in funzione del meccanismo unico di vigilanza il prossimo 4 novembre.

L‘esercizio ha tre fasi interconnesse: l‘analisi preliminare dei profili di rischio, l‘esame della qualità degli attivi (AQR, asset quality review) e gli stress test.

L‘esercizio serve a valutare “l‘effettivo stato di salute degli intermediari europei secondo criteri armonizzati; quantificare eventuali misure correttive che si dovessero rendere necessarie; diffondere informazioni chiare e confrontabili sullo stato di salute delle banche”.

La valutazione di eventuali necessità di ricapitalizzazione sarà fatta a fine ottobre, al termine dell‘esercizio, utilizzando come parametro di riferimento un requisito di capitale della migliore qualità pari all‘8% delle attività ponderate per il rischio, e individuando, “laddove necessario, le opportune azioni correttive”, spiega Barbagallo.

“Lo stress test verrà condotto sulla base dei risultati dell‘esame della qualità degli attivi, in modo da ottenere un effetto incrementale rispetto agli eventuali fabbisogni di capitale che dovessero materializzarsi a seguito dell‘AQR”.

(Stefano Bernabei)

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