Bad bank, strumento per rilancio economia, non solo salvataggio banche -BCG

martedì 25 febbraio 2014 16:50
 

MILANO, 25 febbraio (Reuters) - La 'bad bank' in Italia deve essere concepita in un'ottica più ampia di rilancio dell'economia e non come semplice strumento di salvataggio delle banche italiane.

E' questo il messaggio lanciato dagli esperti di Boston Consulting Group in un seminario dal titolo "Behind bad bank", in cui sono state illustrate le recenti esperienze europee di bad bank - Spagna e Irlanda - e le possibili soluzioni da adottare in Italia, paese in cui il tema sta acquistando sempre più rilevanza.

"Una bad bank deve essere concepita per rilanciare l'economia del paese, non in un'ottica di semplice salvataggio delle banche", ha spiegato Matteo Coppola, partner e managing director di Boston Consulting Group.

Per questo tra le idee possibili illustrate da Bcg vi è un approccio focalizzato per filiera industriale o distretto produttivo attraverso veicoli che non siano semplici bad bank ma siano anche in grado di supportare la ripresa dei territori o di singoli settori. Un'altra soluzione definita "industriale" per lo sviluppo a livello locale vede una strategia condivisa tra la banca che conferisce i crediti problematici e quindi può occuparsi di finanziare la crescita e l'innovazione e la bad bank focalizzata invece sulla ristrutturazione.

Il percorso non è privo di ostacoli. E se finora sono stati i timori reputazionali delle banche a porre un freno a progetti di questo tipo, adesso sono diverse le variabili critiche. Una di queste è il prezzo di trasferimento degli asset che da un lato definisce l'onere a carico delle banche cedenti e dall'altro è suscettibile di modificare la convenienza per eventuali investitori esterni. "E' questo forse il motivo più importante che potrebbe portare a non fare una bad bank, soprattutto una bad bank di sistema", spiega infatti Ignazio Rocco di Torrepadula, senior partner di Bcg.

Una stima di massima nel caso estremo di un trasferimento di tutte le sofferenze del sistema bancario italiano - 145 miliardi in termini lordi - a uno o più veicoli, a un valore di mercato porterebbe un onere in termini di fabbisogno patrimoniale delle banche tra i 15 e i 20 miliardi di euro.

I tempi, tuttavia, non potranno essere troppo lunghi. "Nei prossimi 6-12 mesi ci sarà una accelerazione", ha detto Gennaro Casale, partner & managing director di Bcg.

"In Italia a questo punto bisognerebbe farlo, anzi il momento giusto era circa un anno e mezzo fa", sottolinea Rocco di Torrepadula. Gli esercizi Bce - asset quality review e stress test - agiranno infatti "da detonatore" e anche Bankitalia ha cambiato di recente opinione sul tema con il governatore Ignazio Visco che in più occasioni ha sollecitato una soluzione di sistema, anche con l'intervento del pubblico.

Un'altra variabile da prendere in esame è poi il funding del veicolo con un mix tra Stato, che può fare da importante catalizzatore per gli investimenti stranieri, banche cedenti e privati. A questo proposito - ha sottolineato Casale - vanno fugati i timori che l'onere della pulizia dei bilanci bancari dai crediti problematici venga scaricato sui contribuenti con l'intervento dello Stato anche attraverso strumenti di garanzia.   Continua...