Generali, Perissinotto "sereno" su notizie indagini procura Trieste

martedì 25 febbraio 2014 09:57
 

MILANO, 25 febbraio (Reuters) - L'ex AD di Generali Giovanni Perissinotto è "sereno" in merito alle risposte da fornire e alle iniziative eventualmente da intraprendere relativamente alle indagini avviate dalla Procura di Trieste, rimbalzate ieri sulla stampa che parla di un'ipotesi di reato di ostacolo all'attività di vigilanza.

E' quanto si legge in una nota diffusa ieri in serata dal legale di Perissinotto che non conferma, tuttavia, le notizie stampa sulle indagini ma si limita a rilevare che "i fatti in discussione sembrano essere gli stessi che sono stati più volte riferiti dai giornali nei mesi scorsi".

"Si tratta - prosegue la nota - di alcune operazioni finanziarie che sarebbero state non sufficientemente leggibili agli organi di controllo e che, invece, si ritengono giustificate e riportate regolarmente nel bilancio societario, operazioni delle quali si è pronti a discutere, per quanto di competenza, in tutte le opportune sedi, fornendo ogni precisazione utile".

"Sul punto - si legge ancora nella nota - non si può che aggiungere che si è convinti che le vicende verranno del tutto chiarite ed il dottor Perissinotto, ovviamente, garantirà tutta la possibile collaborazione, per dissipare qualsiasi eventuale dubbio, posto che nessuno, con riguardo alle questioni in discussione, ha mai inteso porre alcun ostacolo al controllo delle autorità di vigilanza".

A inizio dicembre Consob e Ivass hanno inviato alla Procura di Trieste una segnalazione relativa ad alcune operazioni condotte dai due ex manager Perissinotto e Raffaele Agrusti in investimenti alternativi. Si tratta di operazioni condotte in private equity e fondi alternativi per le quali i due manager hanno avuto "i principali ruoli decisori e di gestione attiva".

Ieri Affari & Finanza ha anticipato che sarebbero partiti gli avvisi di garanzia per Perissinotto e Agrusti. Su questo la Procura di Trieste non rilascia informazioni. Il settimanale di Repubblica riporta anche indiscrezioni, non commentate, su documenti "introvabili". In un colloquio avvenuto a dicembre tra l'AD Mario Greco e i pm - ricostruisce il settimanale - il manager ha sostenuto che "non è stato possibile raccogliere alcun documento" e che "la ricerca è avvenuta in ogni dove, sia alla direzione centrale che nelle altre sedi principali, che a livello internazionale nelle varie finanziarie coinvolte".

Qualche giorno fa il Cda di Generali ha deciso di avviare una richiesta di risarcimento e responsabilità davanti al tribunale del lavoro nei confronti di Perissinotto e Agrusti.

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