PUNTO 1-Mps, presunta truffa a banca da 47 mln, 11 indagati da Pm Siena - fonti

lunedì 24 febbraio 2014 19:17
 

(Aggiunge nomi indagati e altri dettagli su indagine)

SIENA, 24 febbraio (Reuters) - Undici persone tra broker, ex dipendenti e dipendenti di Mps sono indagate dalla Procura di Siena per una presunta truffa da 47 milioni di euro ai danni della banca nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta "banda del 5%".

E' quanto hanno detto fonti giudiziarie aggiungendo che nel corso della giornata sono state effettuate perquisizioni in una decina di città in Italia e all'estero da parte del nucleo valutario della Guardia di Finanza.

Gli indagati sono: Gian Luca Baldassarri, Alessandro Toccafondi, Antonio Pantalena, Pompeo Pontone, David Ionni, Maurizio Fabris, Fabrizio Cerasani, Luca Borroni, Agnese Marchesini, Giorgio Filippetto e Italia Sinopoli. Italia Sinopoli è dipendente ancora in servizio della partecipata Bmps Finance.

Per tutti gli indagati tranne la Sinopoli, Filippetto e la Marchesini, la procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, negata dal Gip Ugo Bellini che però ha disposto il divieto di espatrio.

Secondo il Gip, stando agli atti che Reuters ha potuto vedere, gli indagati avevano creato una "struttura criminosa, operante in diversi contesti europei ed extraeuropei, con depositi fiduciari, conti di appoggio, società di gestione riconducibili ai vari artefici annidate in vari paradisi fiscali, istituti finanziari off shore, banche senza sportelli in località esotiche (Anguilla, Vanuatu, Singapore), realizzata al solo fine di rendere meno trasparenti, tracciabili e identificabili tutte le operazioni di acquisizione, accantonamento, accumulo e successiva ripartizione e definitiva destinazione dei rilevanti profitti derivanti dai reati".

Scrive il Gip che questi profitti sono stati fino ad ora ricostruiti dagli investigatori "in maniera assolutamente parziale, per un periodo temporale ben delimitato (2008-2009), allo stato riconducibili ad una attività di trading su bond tramite il broker Enigma nella comune volontà (di ordinanti ed esecutori) di realizzare un utile a favore del broker, determinato dalle vantaggiose condizioni a cui l'affare era proposto, sì da maturare una marginazione positiva ovvero il riconoscimento di una provvigione gonfiata". L'extraprofitto veniva retrocesso tramite società estere.

Parte dei guadagni è stato rimpatriato utilizzando scudi fiscali ed è stato quantificato ad oggi in circa 47 milioni di euro, mentre gli utili sottratti al Gruppo Mps sono ancora "in corso di accertamento", si legge nel documento.

Il Gip scrive che la truffa si sarebbe svolta a partire "dal 2008 e fino a tutto il 2012" e che sarebbe stata "particolarmente assidua e fruttifera per Enigma soprattutto negli anni 2008 e 2009". Secondo Bellini il margine per il Gruppo Enigma è stato "per l'intero periodo 2008-2011 di oltre 6,6 milioni di euro, di cui circa 5.95 milioni nel biennio 2008-2009". Oltre ad aver operato per oltre quattro anni il "sodalizio criminale" è "a tutt'oggi vitale".   Continua...