24 febbraio 2014 / 17:03 / 3 anni fa

PUNTO 1-Governo valuta aumento tasse su rendite per ridurre quelle su lavoro

(aggiunge altri dettagli, commenti Cannata)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 24 febbraio (Reuters) - L'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie è una delle coperture allo studio del governo per ridurre il prelievo fiscale sul lavoro.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, commentando con i cronisti quanto ha detto ieri il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio.

"Ieri Delrio ha detto cose precise: i temi della tassazione sulle rendite e i denari per la riforma del lavoro saranno oggetto di valutazione", ha detto Renzi ai cronisti dopo aver chiesto la fiducia del Senato.

Oggi in Italia i rendimenti dei titoli di Stato sono tassati al 12,5%, mentre la ritenuta sugli altri redditi da capitale è del 20%.

"C'è una parte delle rendite finanziarie non in linea con la tassazione media del 25% che c'è in Europa e questo argomento per reperire più soldi va valutato", aveva detto Delrio ieri a "In 1/2 ora" di Lucia Annunziata.

"Se una signora anziana ha messo da parte 100.000 euro in Bot non credo che se gli togli 25 o 30 o 50 euro ne avrà problemi di salute".

Renzi accusa i cronisti di aver forzato le dichiarazioni del sottosegretario: "Avete titolato nel modo più pesante possibile. Vi prego di stare ai fatti".

Un eventuale aumento dell'aliquota su Bot e Btp avrebbe effetti solo sui piccoli risparmiatori, detentori del 10% circa dei titoli di Stato in circolazione, perché gli investitori istituzionali possono compensare con altre imposte il prelievo sui titoli di Stato.

In novembre i bond sovrani in mano alle famiglie ammontavano a 183 miliardi su 1.755 miliardi totali, ha reso noto la Banca d'Italia.

Considerando il rendistato di Bankitalia al 2,83% a fine gennaio, se l'aliquota fosse aumentata al 20 dal 12,5% il gettito aggiuntivo per lo Stato sarebbe inferiore a 400 milioni, secondo calcoli Reuters.

Naturalmente, il governo potrebbe incassare risorse più cospicue se, oltre ad equiparare il prelievo sui titoli di Stato a quello di azioni e obbligazioni, alzasse anche l'aliquota del 20%.

A metà ottobre il precedente governo di Enrico Letta aveva accarezzato la proposta di portare il prelievo al 22%, ma poi ha rinunciato.

A partire da domani sono in calendario le aste del Tesoro di fine mese, dove sarà possibile misurare il sentimento degli investitori nei confronti di un potenziale aumento del prelievo fiscale. Oggi sul mercato secondario wholesale, riservato agli istituzionali, le parole di Delrio e di Renzi non hanno sortito alcun effetto.

"Gli effetti sarebbero modesti sul fronte del gettito, non so sul fronte della domanda. Un po' di cautela non è male", ha commentato Maria Cannata, responsabile al Tesoro per il debito pubblico.

Nel 2014 l'Italia deve collocare 470 miliardi circa di nuovi titoli a breve e medio lungo, livello analogo a quello dell'anno scorso.

Cannata ha detto di sentirsi molto tranquilla per le aste in calendario questa settimana e ha anche annunciato per giovedì un nuovo Btp a 10 anni.

- ha collaborato Stefano Bernabei

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