24 febbraio 2014 / 15:38 / 3 anni fa

RPT-SINTESI-Renzi promette subito taglio a doppia cifra cuneo fiscale

(Corregge refusi)

* Renzi con Delrio: a studio aumento tasse rendite per lavoro

* Jobs Act da marzo con ammortizzatore sociale universale

* Rispettare tempi concordati con Berlusconi per riforma voto

di Francesca Piscioneri

ROMA, 24 febbraio (Reuters) - I primi sei mesi del 2014, che traghetteranno l'Italia verso il semestre di presidenza europea, saranno cruciali per il governo di Matteo Renzi che ha obiettivi ambiziosi.

Il taglio a due cifre del cuneo fiscale, la restituzione totale dei crediti vantati dalle imprese con la pubblica amministrazione e la costituzione di fondi di garanzia per le Pmi, per restare strettamente nella sfera dell'economia.

A questi interventi, annunciati nell'aula del Senato nel discorso pronunciato per chiedere la fiducia al suo governo, Renzi ha aggiunto, parlando a margine con i giornalisti, la possibile tassazione delle rendite finanziarie per realizzare la riforma del lavoro.

"Il primo elemento sul quale c'è il nostro impegno è lo sblocco totale dei debiti della PA attraverso un diverso utilizzo della Cassa depositi e prestiti; il secondo è la costituzione e il sostegno di fondi di garanzia, anche attraverso un diverso utilizzo non solo della Cdp, per le Pmi che non riescono ad accedere al credito", ha detto Renzi.

"Il terzo punto è una riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale attraverso misure serie, irreversibili, legate non solo alla riduzione della spesa, che porterà nel primo semestre 2014 a vedere risultati immediati", ha annunciato il premier.

Nelle stime del precedente esecutivo, la spending review affidata a Carlo Cottarelli dovrebbe portare a risparmi di 3 miliardi per quest'anno e fino a 32 miliardi nel triennio.

Il governo uscente di Enrico Letta, che pure aveva fatto del taglio delle tasse sul lavoro il suo marchio di fabbrica, nella legge di Stabilità è riuscito a incidere per poco più di 2,5 miliardi nel 2014 e per circa 3 miliardi nel 2015-2016.

Gli industriali avevano chiesto un taglio immediato di 10 miliardi per dare ossigeno alle imprese.

Renzi ha poi annunciato che la discussione preliminare sul Jobs Act partirà a fine marzo, e il governo pensa a introdurre uno "strumento universale" per chi perde il posto di lavoro.

E a rischiare il lavoro potranno essere anche i dirigenti pubblici: "Una politica forte è quella che affida tempi certi anche al ruolo dei dirigenti", ha detto Renzi in Senato.

A chi gli chiedeva come finanziare i costosi interventi sul mercato del lavoro, il neo premier ha confermato - come annunciato ieri dal suo braccio destro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio - che il governo valuta un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie.

"I temi della tassazione sulle rendite e i denari per la riforma del lavoro saranno oggetto di valutazione", ha detto. ieri Delrio ha ipotizzato un prelievo di 25-30 euro su un patrimonio di 100.000 euro investito in Bot.

RIFORMA ELETTORALE, SENATO E TITOLO V FACCE STESSA MEDAGLIA

Avanti tutta anche con le riforme: da marzo quella del Senato e del Titolo V. E subito alla Camera anche l'esame dell'Italicum, la nuova legge elettorale concordata dall'ex sindaco di Firenze con Silvio Berlusconi.

Poi a giugno un pacchetto "organico" di revisione del sistema giudiziario ed entro metà settembre un programma "straordinario" di qualche miliardo per l'edilizia scolastica. Renzi ha indicato la necessità di allentare il patto di stabilità interna per questo genere di investimenti.

"Proponiamo che fin da marzo parta la riforma del Senato dal Senato e la riforma del Titolo V dalla Camera. Politicamente esiste un nesso netto tra l'accordo sulla legge elettorale, la riforma del Senato e quella del Titolo V. Sono facce della stessa medaglia", ha aggiunto.

"Sulle riforme rispetteremo i tempi e le modalità prestabilite" nell'accordo con Silvio Berlusconi.

Il premier ha poi chiesto alle opposizioni di approvare il disegno di legge per il superamento delle province in tempo per evitare il voto del 25 maggio per il rinnovamento di alcune di esse. "Nella discussione [successiva in Parlamento] del Titolo V riapriamo tra di noi la discussione su cosa debbano essere le province", ha detto Renzi. "Chiediamoci che cosa succederebbe se i cittadini si trovassero a votare a maggio per il rinnovo di 45 consigli provinciali".

Infine la giustizia, tema spinoso, partendo da quella amministrativa: "Credo che sia arrivato il momento di mettere nel mese di giugno all'attenzione di questo Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente".

"Parto dalla giustizia amministrativa, siamo un Paese in cui lavorano di più negli appalti pubblici gli avvocati che i muratori", ha concluso.

- hanno collaborato Giuseppe Fonte, Massimiliano Di Giorgio e Antonella Cinelli

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