Banca d'Italia, Visco propone garanzie pubbliche su crediti deteriorati

lunedì 24 febbraio 2014 10:46
 

ROMA, 24 febbraio (Reuters) - L'offerta di garanzie pubbliche alle banche che si mettono insieme per liberarsi dei crediti deteriorati potrebbe essere un modo per aiutare gli istituti nazionali ad alleggerirsi dei prestiti che famiglie e aziende non sono più in grado di restituire.

Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, a margine del G20 di Sydney, secondo quanto riportato dai giornali italiani e confermato dalla portavoce.

Dopo una contrazione del 9% del Pil e di un quarto della produzione negli ultimi 6 anni, le sofferenze bancarie, ossia i crediti con minori possibilità di rimborso, hanno raggiunto i 156 miliardi di euro in Italia su un totale di circa 300 miliardi di crediti deteriorati.

Il tema di come rendere più solidi e trasparenti i bilanci delle banche italiane è diventato centrale con l'avvio dell'esercizio della Banca centrale europea sugli attivi degli istituti, 15 italiani, che da novembre cadranno sotto la vigilanza di Francoforte.

Al Forex di Roma dell'8 febbraio Visco aveva aperto all'idea di una bad bank e auspicato "interventi più ambiziosi" di quelli finora avviati per una gestione più efficiente dei crediti deteriorati di natura privata o privato-pubblica.

Le dichiarazioni del governatore avevano fatto pensare che l'Italia volesse ispirarsi alle esperienze di Spagna e Irlanda ma sia il direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi, sia l'allora ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni avevano escluso l'uso di risorse pubbliche o comunitarie.

"E' essenziale separare i crediti deteriorati dal resto", ha detto Visco in Australia. "Basta anche una divisione interna. L'importante è fare chiarezza. Penso a possibili progetti non per una singola banca ma per gruppi di banche. Non da sole ma accompagnate da un'eventuale assistenza pubblica sotto forma per esempio di garanzia o altro. Ma è ancora tutto da studiare".

La difficoltà per le banche italiane a liberarsi dalla montagna di sofferenze accumulate è che questa operazione metterebbe in risalto la distanza tra i valori di libro di tali partite e il loro valore di mercato.

Gli istituti di credito dovrebbero procedere a ulteriori svalutazioni dei crediti e fare emergere maggiori perdite. Una garanzia pubblica consentirebbe agli intermediari di cedere queste partite incagliate a prezzi più alti di quelli di mercato.   Continua...