21 febbraio 2014 / 18:34 / 4 anni fa

PROFILO - Padoan, un tecnico di area all'Economia

di Giselda Vagnoni

ROMA, 21 febbraio (Reuters) - Pier Carlo Padoan, capo economista dell‘Ocse dal 2009 e consulente dei governi di centro sinistra D‘Alema e Amato, sarà il ministro dell‘Economia del governo di Matteo Renzi.

Il nome dell‘ex direttore esecutivo per l‘Italia del Fondo monetario internazionale era già circolato al momento della formazione del governo di larghe intese di Enrico Letta, 10 mesi fa, ma alla fine aveva avuto la meglio l‘ex direttore generale della Banca d‘Italia Fabrizio Saccomanni.

Al Pdl guidato da Silvio Berlusconi, Padoan doveva essere sembrato troppo vicino all‘area del riformismo italiano che nel 1998 ha fondato Italianieuropei, un think-tank politico di cui è presidente D‘Alema e di cui Padoan è membro dell‘advisory board.

Per Padoan, professore di economia alla Sapienza, il governo Letta aveva individuato la carica di presidente dell‘Istat per la quale le procedure di nomina, dopo qualche inciampo, erano giunte ormai quasi alla fine.

Questa volta, invece, essere un tecnico ma con certe frequentazioni nel mondo politico ha fatto la differenza rispetto agli altri candidati: il ministro renziano Graziano Delrio e l‘ex rettore della Bocconi Guido Tabellini.

La casella di via XX Settembre è stata la più difficile da riempire per il sindaco di Firenze che era partito con l‘idea di interrompere la catena di tecnici iniziata con l‘avvitarsi della crisi del debito della zona euro nel novembre del 2011: Mario Monti, Vittorio Grilli e Saccomanni.

Ma il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha chiesto a Renzi, che è destinato a essere il più giovane presidente del Consiglio italiano, di trovare una persona gradita in Europa, chiedendo consiglio al presidente della Banca centrale europea Mario Draghi.

Mercoledì 19 il sindaco di Firenze ha anche raccolto i suggerimenti del governatore della Banca d‘Italia Ignazio Visco in un incontro di circa un‘ora a palazzo Koch.

Per una curiosa coincidenza, Padoan ha accettato l‘incarico mentre si trovava a Sydney come rappresentante dell‘Ocse per il G20 insieme a Draghi, Visco e al direttore generale di via Nazionale Salvatore Rossi.

“Sto per partire, ma non farò in tempo per la cerimonia di giuramento di sabato. Il presidente del Consiglio è già stato informato. Faranno per me una cerimonia a parte”, ha detto Padoan al telefono a Reuters.

Saccomanni aveva preferito rinunciare alla trasferta in Australia per la crisi di governo aperta dalle dimissioni di Letta dopo il cambio di rotta decretato dalla direzione del Pd del 13 febbraio.

OCSE PER TASSARE PROPRIETA’ E NON LAVORO

Da Parigi, nei mesi scorsi, Padoan ha criticato l‘eliminazione dell‘Imu sulla prima casa e il congelamento dell‘Iva del governo Letta.

“L‘Ocse sostiene da tempo che si dovrebbe tassare la proprietà invece del lavoro e del capitale e, soprattutto con un margine di manovra fiscale così limitato, questa priorità dovrebbe essere rispettata”, ha detto in giugno in una intervista a Reuters.

La polemica tra Padoan e Saccomanni ha toccato il culmine in maggio, quando l‘Ocse chiese all‘Italia una manovra aggiuntiva per uscire dalla procedura Ue di disavanzo eccessivo e il ministro rispose: “Le stime Ocse non hanno molta rilevanza”.

Il 2 maggio l‘Ocse indicava un deficit al 3,3%. Il 29 maggio diceva 3%. Il Pil è passato da -1,5 a -1,8%.

Come capo del dipartimento economico dell‘Ocse, Padoan ha chiesto un aggressivo allentamento della politica monetaria della Banca centrale europea ed è stato fin dall‘inizio contro la politica di austerity applicata alle economie più deboli dell‘unione per combattere la crisi del debito.

“Non si corregge la recessione se il ciclo è negativo. Bisogna perseguire l‘aggiustamento del deficit, solo che va depurato degli effetti della recessione, bisogna cioè valutarlo in termini strutturali”, ha detto.

Padoan ha trascorso gran parte della sua vita all‘estero e ha avuto incarichi come consulente alla Banca Mondiale, la Commissione europea e la Bce.

Tra il 2001 e il 2005 ha lavorato al Fmi di Washington, da cui viene l‘attuale commissario per la spending review Carlo Cottarelli.

In Australia l‘Ocse stamane ha presentato un documento intitolato ‘Going for Growth’ in cui si chiede all‘Italia una rete di ammortizzatori sociali universali.

“Cambierei le regole d‘ingresso rendendo meno caro assumere a tempo determinato e con maggiore flessibilità”, ha detto Padoan nell‘intervista a Reuters dello scorso giugno.

“So che in questo modo si presta il fianco alla critica di ricreare un mercato del lavoro duale, ma penso che sia necessario in questa situazione di grave crisi”.

Nell‘Economic Outlook del 19 novembre, l‘Ocse ha indicato la crescita dell‘Italia allo 0,6% quest‘anno contro l‘1,1% del governo.

Le previsioni dell‘organizzazione parigina sono leggermente più pessimistiche anche per questo riguarda il deficit in rapporto al Pil, 2,8% contro il 2,5% del governo, e il debito, 133,2% contro il 132,8.

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