BORSE ASIA-PACIFICO - Mercati corrono grazie a dati Usa, restano timori su emergenti

venerdì 21 febbraio 2014 08:47
 

INDICE                        ORE  8,28    VAR %    CHIUS. 2013
 ASIA-PAC.                     459,53       0,71     468,16
 TOKYO                         14.865,67    2,88     16.291,31
 HONG KONG                     22.499,35    0,47     22.656,92
 SINGAPORE                     3.099,72     0,42     3.167,43
 TAIWAN                        8.601,86     0,91     8.611,51
 SEUL                          1.957,83     1,41     2.011,34
 SHANGHAI COMP                 2.113,69     -1,17    2.115,98
 SYDNEY                        5.438,70     0,49     5.352,21
 MUMBAI                        20.682,15    0,71     21.170,68
 
    ROMA, 21 febbraio (Reuters) - I dati positivi sulla manifattura negli Stati
Uniti hanno dato una spinta alle borse asiatiche e hanno rafforzato il dollaro
negli scambi, anche se qualche timore sulla crescita economica della Cina sembra
trattenere gli investitori dagli acquisti in alcuni mercati emergenti.
    A guidare l'andamento delle borse regionali è stata Tokyo, con un aumento
dell'indice Nikkei di quasi il 2,9% mentre la borsa australiana,
con un guadagno di quasi lo 0,5%, si è avvicinata al picco più alto in cinque
anni raggiunto a ottobre scorso.
    L'indice MSCI delle borse asiatiche al di fuori del Giappone 
registra un aumento di oltre lo 0,7%.
    Ieri l'indice S&P 500 di New York ha chiuso a +0,6% dopo la
pubblicazione dei dati del sondaggio preliminare di Markit tra i direttori
acquisti del settore manifatturiero, che ha registrato un aumento dell'attività
a febbraio ad un ritmo mai visto dal maggio 2010.
    "Per il momento il mercato pensa che il trend economico Usa rimanga forte e
che le cose andranno meglio in primavera, quando farà più caldo", dice Sho
Aoyama, senior market economist di Mizuho Securities.
    In effetti un altro dato sulla manifattura proveniente dalla Federal Reserve
di Filadelfia, che indica a sorpresa una contrazione, non ha cambiato molto
l'opinione generale che le condizioni di freddo estremo e le forti tempeste di
neve siano responsabili dei dati modesti riportati recentemente dagli Usa.
    Nel frattempo, i dati del sondaggio flash Pmi sul settore manifatturiero
cinese diffusi ieri hanno gettato nuove ombre sui mercati emergenti, che a
gennaio hanno risentito di massicce vendite.
    La borsa messicana ha toccato il minimo da tre mesi, il rublo è ai minimi da
cinque anni anche sull'onda della situazione in Ucraina, lo yuan cinese ha
raggiunto il minimo da 11 mesi, perdendo almeno lo 0,4% contro il dollaro questa
settimana.
    Gli investitori intanto attendono anche segnali dal vertice dei ministri
delle Finanze del G20 nel corso del fine settimana in Australia.
    Mentre tutte le principali borse asiatiche sono in rialzo, va male Shanghai
 (-1,17%), che ha cancellato i guadagni settimanali a causa delle prese
di profitto, in particolare con Sinopec e PetroChina,
giù più del 3%. 
    Anche Hong Kong ha risentito della performance negativa dei titoli
dell'energia cinese, pur chiudendo in rialzo a 0,45%. In controtendenza il
titolo di Prada, che perde lo 0,98%.
    Seul ha chiuso di nuovo in territorio positivo dopo due giorni di
perdite segnando +1,41%, in particolare per il ritorno degli investitori
stranieri.
    
    
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