19 febbraio 2014 / 17:03 / tra 4 anni

Alitalia, Corte conti teme giudizio Cassazione su richiesta danni

ROMA, 19 febbraio (Reuters) - La Corte dei Conti del Lazio teme che l‘azione legale aperta contro il vecchio consiglio di amministrazione di Alitalia per circa 2,5 miliardi di euro per danni allo Stato verrà bocciata dalla Cassazione per mancanza di giurisdizione.

Lo ha detto Ivan De Musso, presidente della sezione giurisdizionale Regione Lazio, nella conferenza stampa tenuta al termine dell‘inaugurazione dell‘anno giudiziario 2014.

Alitalia spa è stata dichiarata insolvente nel settembre del 2008.

La procura regionale del Lazio ha contestato al consiglio di amministrazione di Alitalia Spa, quello in carica prima della trasformazione di Alitalia spa in Alitalia Compagnia aerea italiana spa (Cai), un danno erariale di 2,32 miliardi di euro per la “malagestio degli amministratori nel periodo 2002-2008”.

“Dal complesso degli accertamenti svolti emergono molteplici scelte gestionali scellerate, irrazionali e foriere di danni per l‘azienda e il socio pubblico, nonostante la consapevolezza della profonda crisi economica e finanziaria in cui versava l‘azienda”, si legge nella relazione del procuratore regionale Raffaele De Dominicis.

“E’ emerso come negli anni siano confluite nella società una serie enorme di risorse pubbliche a vario titolo: ricapitalizzazioni, prestiti, ecc.”

La prima udienza si terrà probabilmente entro luglio.

“Temo che gli avvocati si appelleranno al giudizio della Cassazione per difetto di giurisdizione della Corte dei Conti sulle società partecipate dallo Stato ed è probabile che il ricorso sia accolto”, ha detto il presidente De Musso ai giornalisti.

L‘orientamento giurisprudenziale delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione privilegia la giurisdizione del giudice ordinario a quello del giudice contabile in tema di perseguimento del danno erariale prodotto da amministratori e/o dipendenti delle società partecipate dallo Stato.

“Così gli amministratori e i dipendenti di queste grandi società evocati in giudizio dinanzi la Corte dei conti si affrettano a correre da ‘mamma’ Cassazione lamentandosi che il giudice contabile vorrebbe giudicarli ma che invece loro vogliono essere giudicati da quello ordinario, di fronte al quale sanno perfettamente che mai nessuno li chiamerà a rispondere del danno causato dai loro comportamenti”, ha detto De Musso leggendo la sua relazione.

(Giselda Vagnoni)

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