Generali, in corso Cda su Perissinotto, Agrusti dopo comitati fiume di ieri

mercoledì 19 febbraio 2014 13:17
 

MILANO, 19 febbraio (Reuters) - E' in corso il Cda di Generali per valutare l'eventuale azione di responsabilità a carico degli ex manager Giovanni Perissinotto e Raffaele Agrusti dopo le riunioni fiume di ieri del comitato remunerazioni e in particolare di quello controllo e rischi.

Se appare scontato, salvo sorprese dell'ultimo minuto, che il consiglio deliberi un'azione di responsabilità nei confronti dei due ex manager, in relazione a investimenti effettuati durante la loro gestione, vista anche la sollecitazione delle autorità Ivass e Consob sul tema, sarà il contenuto della relazione dei comitati a decidere la gravità del provvedimento.

Secondo quanto riferisce una fonte vicina alla situazione, i nuovi pareri legali esaminati dai comitati non evidenzierebbero profili di responsabilità così gravi rispetto a quelli acquisiti in luglio, quando il Cda decise di non procedere. L'ipotesi di livelli responsabilità differenziati tra Perissinotto e Agrusti sembra prendere corpo anche se l'ultima parola spetta al Cda.

Sarà infatti il consiglio a doversi esprimere sulla proposta che l'amministratore delegato Mario Greco formulerà sulla base della relazione dei comitati. Decisione che, vista la delicatezza, dovrebbe essere unanime.

Lo scorso novembre l'Ivass ha chiesto che il Cda di Generali si pronunciasse nuovamente sull'eventuale azione di responsabilità nei confronti di Perissinotto e Agrusti in merito ai cosiddetti investimenti alternativi e che, alla luce di questo, esprimesse una valutazione sull'adeguatezza del trattamento di fine rapporto concordato con i due manager.

Il Cda a luglio aveva già deliberato di non procedere allo stato a possibili azioni risarcitorie nei confronti di Perissinotto e Agrusti "principalmente in considerazione della difficoltà di collegare le irregolarità emerse a danni risarcibili a norma di legge". Il riferimento è alle attività di approfondimento svolte su investimenti in private equity e fondi alternativi di cui "i principali ruoli decisori o di gestione attiva" sono stati svolti da Perissinotto e Agrusti.

Inoltre "sulla scorta del parere legale è anzitutto risultato escluso qualsiasi profilo di rilevanza penale nei comportamenti emersi", si leggeva nella relazione semestrale.

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