RPT-Mps, Profumo e Viola non dovrebbero dimettersi- fonti bancarie

martedì 14 gennaio 2014 08:18
 

LONDRA/MILANO, 13 gennaio (Reuters) - I vertici di Monte dei Paschi di Siena non dovrebbero dimettersi in occasione del consiglio di amministrazione nonostante siano stati forzati dal voto della Fondazione azionista a far slittare l'aumento di capitale da 3 miliardi necessario per evitare la nazionalizzazione. Queste le attese di alcuni banchieri vicine al dossier che si sintonizzano all'idea che si sono fatti i sindacati dei bancari dopo l'incontro con il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni.

Il presidente Alessandro Profumo e l'AD Fabrizio Viola avevano minacciato di lasciare la guida della terza banca italiana dopo che la loro proposta di lanciare l'aumento a gennaio era stata bocciata dall'assemblea degli azionisti a fine anno.

Entrambi banchieri tra i più rispettati in Italia, la loro eventuale uscita nel mezzo di un difficile risanamento della banca senese renderebbe certamente più difficile la realizzazione di un aumento che vale più dell'intera capiitalizzazione del Monte.

Il cda odierno è il primo dalla assemblea che ha rinviato al più presto a metà maggio l'operazione con cui la banca intende ripagare parte dei 4,1 miliardi di euro ricevuti dal Tesoro ed evitare così la nazionalizzazione.

"Tutti si aspettano che Viola e Profumo restino. Sarebbe la migliore soluzione per evitare altro caos e portare a casa questa operazione", ha detto un investment banker vicino al Monte dei Paschi.

"Effettivemente sembrerebbe così [che restano] si resterebbe più stupiti se domani dicessero vado via", aggiunge una seconda fonte vicina alle banche del consorzio di collocamento.

"Si ricomincia a discutere con loro per l'aumento a giugno", aggiunge.

Un terzo banchiere che segue il dossier concorda sul fatto che i due restino.

Ne' Profumo ne' Viola sono stati immediatamente disponibili per un commento. La banca non ha commentato.   Continua...