10 gennaio 2014 / 11:40 / 4 anni fa

Monetario, sistema non teme calo fondi in eccesso, Draghi non muove tassi

MILANO, 10 gennaio (Reuters) - Il mercato interbancario guarda con relativa tranquillità al progressivo assottigliamento del cosiddetto 'cuscinetto' della liquidità in eccesso anche in considerazione delle parole di Mario Draghi, tornato ieri a osservare quanto indiretta si stia rivelando la relazione tra livello dei tassi e fondi a disposizione del sistema.

La statistica settimanale relativa ai rimborsi delle operazioni a tre anni mostra intanto un drastico calo nei fondi a tre anni restituiti anticipatamente alla banca centrale.

Dai 20,725 miliardi di venerdì 20 dicembre si è passati a soli 2,566 da parte di 8 banche - tre sulla prima e 5 sulla seconda 'Ltro' - contro attese raccolte da Reuters per una mediana di 6 miliardi.

"Il presidente Bce è tornato a ricordare che il movimento dei tassi a breve ha davvero poco a che fare con l'effettivo livello della liquidità" spiega il tesoriere di una delle principali banche italiane.

"Il messaggio è stato piuttosto chiaro ma il mercato non si è mosso... una lieve risalita dei derivati Eonia si era vista già nei giorni scorsi" aggiunge.

La nota odierna dell'ufficio studi Intesa Sanpaolo utilizza toni molto simili, parlando di un effetto tutto sommato "modesto" a dispetto del tono idealmente più 'dovish' del banchiere centrale.

"Come atteso, la riunione si è chiusa con tassi fermi e niente di nuovo sul fronte delle misure non convenzionali. La valutazione dello scenario macroeconomico è invariata rispetto ad un mese fa" scrivono gli analisti.

"La novità è nella formulazione più forte della forward guidance. Draghi ha specificato che il Consiglio ha dibattuto a lungo le circostanze che richiederebbero interventi decisi e queste sono un peggioramento della dinamica inflazionistica nel breve termine rispetto allo scenario centrale dello staff e/o un aumento dei tassi di interesse di mercato monetario non giustificato dalle condizioni macro" continua la nota.

Superato senza traumi l'impegno di fine anno, la liquidità in eccesso risulta dai calcoli Reuters intorno ai 155 miliardi, livello che i tesorieri giudicano comunque generoso.

Decisamente poco incoraggianti sono invece i numeri diffusi stamane da Bankitalia relativi a novembre, che fotografano l'ennesimo minimo della serie per i finanziamenti alle imprese.

"Un meccanismo di trasmissione che continua evidentemente a non funzionare: più di così sui tassi la Bce non può fare e nemmeno una nuova operazione 'Ltro' avrebbe un effetto miracoloso finché l'economia non riparte.

Sempre nella conferenza stampa di ieri, l'inquilino dell'Eurotower ha tenuto infatti a sottolineare che i rischi sulla crescita restano al ribasso ed è prematuro definire "finita" la crisi della zona euro.

Intorno alle 12,30 sul mercato garantito dei pronti contro termine il tasso overnight lavora a 0,11%, in calo di due centesimi, il tom a 0,225% (+0,075) e lo spot a 0,22% (+0,06).

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